In questo articolo tratteremo la differenza tra tirocinio curriculare ed extracurriculare. Sostanzialmente, i punti più importanti e differenti tra di loro sono il compenso economico, la comunicazione obbligatoria e il limite della durata.

Perché è importante fare un tirocinio?

Il tirocinio è una delle esperienze lavorative migliori che si possano fare, soprattutto agli inizi della propria carriera. È particolarmente indicato per coloro che si sono appena laureati – o che stanno per laurearsi – e che vorrebbero cominciare a immettersi nel mondo del lavoro, per comprendere le difficoltà e come si svolge.

Tutte le regioni d’Italia offrono dei tirocini – o degli stage – che possono essere più o meno gratuiti, a seconda della tipologia e del posto di lavoro in cui si andrà. È una pratica largamente utilizzata, che influisce sul curriculum di una persona e anche sulla sua esperienza personale e motivazionale.

Come abbiamo anticipato prima, urge fare una differenza tra le due tipologie di tirocini più diffusi.

Le caratteristiche del tirocinio curriculare

Il tirocinio curriculare è un percorso formativo sia lavorativo, sia personale. Spesso, si inserisce in un piano di studi, che sia universitario o scolastico. È una sorta di alternanza scuola/lavoro, in cui il soggetto apprende le tecniche di ciò che sta studiando. Infatti, quando si intende svolgere un tirocinio curriculare, è necessario richiedere l’iscrizione a un corso di studi. In poche parole, accompagna lo studio e ne definisce le caratteristiche. È maggiormente rivolto agli studenti e ai laureandi. Tuttavia, c’è da aggiungere che per questo genere di tirocini non è prevista alcuna retribuzione. È a discrezione del datore di lavoro, che può decidere o meno di concedere un compenso ai lavoratori. Inoltre, la durata di questo tirocinio si fa coincidere solitamente con il termine del percorso di studi.

Come si svolge un tirocinio extracurriculare: i suoi obiettivi

Il tirocinio extracurriculare è ben diverso dal precedente. Anzitutto, non è necessario iscriversi a un percorso di studi ben preciso. Può essere fatto anche da coloro che attualmente non lavorano e che vorrebbero imparare una nuova professione. È indirizzato anche alle persone che si trovano in condizioni economiche svantaggiose. Inoltre, rappresenta una delicata fase di transizione dal mondo scolastico al mondo del lavoro. La seconda differenza con il tirocinio curriculare è che qui, invece, è previsto un compenso. Il compenso minimo è stabilito e varia in base alle regioni, ma per legge deve esserci obbligatoriamente. Per legge, inoltre, il tirocinio extracurriculare si deve attivare entro l’anno in cui si è conseguito il titolo di studi. Non ha una durata precisa, ma è variabile, anche in base alle esigenze lavorative e professionali.

Tuttavia, c’è un aspetto che hanno in comune i due tirocini: ambedue devono assicurare la sicurezza sul lavoro delle persone che vi partecipano. Sono entrambe delle occasioni molto importanti, che aiuteranno un individuo nel corso della propria vita e che lo formeranno per una professione specifica.

Inoltre, tutti i tirocinanti saranno affiancati da un Tutor, che ha il compito di insegnare loro come si svolge la professione.