Per ragioni quasi sempre professionali ci si adopera per ottenere un’integrazione da maturità a maturità. Tale espediente amplia notevolmente le possibilità di ottenere un certo incarico o di aumentare il proprio punteggio nel caso in cui si decidesse di partecipare ad un concorso per titoli.

Nelle prossime righe scopriremo come procedere per ottenere la suddetta integrazione.

Integrazione da maturità a maturità: di cosa si tratta?

L’integrazione da maturità a maturità è che una procedura volta ad ottenere un secondo diploma che risulta molto utile per aumentare le possibilità di trovar eun lavoro. Alla pagina https://diplomainunanno.studiocorsi.info/integrazione-da-maturita-a-maturita troviamo la definizione completa che chiarisce come: “Con l’integrazione, lo studente non ripete gli argomenti già fatti, ma studia solo le materie che non c’erano nel programma del suo primo diploma, ma che si trovano nel secondo, riducendo così notevolmente i tempi.

Il possesso di un primo titolo di studi certifica infatti l’acquisizione da parte del richiedente di un certo ventaglio di competenze aventi a che fare con le materie presenti in tutti gli istituti scolastici. Per ottenere l’integrazione quindi sarà necessario preparare soltanto il programma relativo alle cosiddette materie di indirizzo, quelle cioè tipicamente trattate in un particolare corso di studi e non in altri.

Prendere un secondo diploma

Per legge questo iter non può essere seguito da coloro i quali siano già in possesso di una laurea, specialistica o triennale poco importa. In quest’ultimo caso infatti è consentito semmai accumulare ulteriori titoli di studio iscrivendosi a nuovi corsi accademici per i quali però non sempre è prevista la convalida delle materie.

Detto ciò, vediamo come chi non rientri nella suddetta categoria possa invece provvedere ad aggiudicarsi un secondo titolo di studio. Partiamo dal presupposto che in questo caso esistono vari iter da poter seguire. Innanzitutto si potrà scegliere di sostenere gli esami di stato da privatista o di frequentare delle lezioni.

Nel primo caso è ovvio che si risparmierà tempo e denaro, ma che non si potrà contare sul supporto di un insegnante. Qualora si optasse comunque per seguire un iter da privatista sarebbe necessario rivolgersi all’USP ed iscriversi prima del 30 novembre alle liste ufficiali dei cittadini richiedenti un esame di maturità. Chiaramente in allegato a questa istanza verrà presentata una documentazione specifica in cui si attesteranno le proprie competenze pregresse e si darà notizia del titolo di studio di cui si è già in possesso. Si provvederà inoltre ad indicare il programma relativo ai settori disciplinari integrativi studiati ed a specificare il nome di tre istituti superiori aventi sede nel circondario ed in cui si sarà eventualmente disposti a sostenere l’esame finale. Gli utenti che vedranno accogliere la propria domanda affronteranno un esame preliminare a maggio.

Chi invece volesse frequentare dei corsi serali, dovrebbe recarsi in una scuola superiore pubblica che, come da prassi, richiederà una frequentazione triennale delle lezioni agli utenti di età superiore ai 26 anni. Gli altri invece dovranno fare i conti con un corso di studio lungo ben 5 anni. Un’altra alternativa può essere quella di seguire dei corsi online.

Costo di un’integrazione di maturità

Quanto costa integrare la propria maturità? L’esborso previsto può variare da una situazione all’altra. Se si decide di diplomarsi in un settore che poco o nulla ha a che fare con le proprie competenze le spese da tenere in considerazione sono quelle che comporterebbe l’iscrizione ad una scuola serale o paritaria. Chiaramente quest’ultima opzione sarà di gran lunga più costosa.

Inoltre è bene sapere che per risparmiare qualcosa è possibile frequentare i corsi CPIA di cui si possono avere notizie specifiche consultando la relativa pagina del MIUR.

Per quanto riguarda i corsi online infine i costi possono invece variare in relazione alla scuola contattata.