Quando una donna scopre di aspettare un bambino, la sua vita spesso cambia, almeno durante il periodo della gravidanza. Questo vale per tutte le donne e soprattutto per quelle che lavorano e che potrebbero avere dei problemi nel conciliare questa nuova condizione con il lavoro. La prima domanda che ci si pone è come e quando comunicare la gravidanza al proprio datore di lavoro.

Vediamo insieme quando farlo e quali sono i diritti della mamma.

Quando e come comunicare la gravidanza

In merito al come comunicarlo, le modalità possibili sono due, cioè o in forma scritta oppure oralmente. Generalmente se si lavora in una piccola azienda e si è a contatto con il datore di lavoro, si preferisce comunicarlo di persona. Chi invece lavora in una grande azienda e non ha la possibilità di incontrare personalmente il capo, deve prima comunicare con l’amministrazione e poi inviare una comunicazione scritta sotto forma di raccomandata con ricevuta di ritorno.

Per quanto riguarda il quando dare la comunicazione, si consiglia di aspettare almeno fino al quarto mese di gravidanza in quanto i primi tre mesi sono quelli più a rischio di aborto spontaneo del feto. D’altra parte la legge non dice nulla riguardo la tempistica entro cui comunicarlo, ma aspettare troppo può avere dei risvolti difficoltosi per il datore.

Il congedo di maternità

La futura mamma, infatti, ha per legge diritto ad un congedo di maternità, ossia il dovere di mancare dal lavoro per cinque mesi, da gestire come si vuole tra la fase pre e la fase post parto, ad esempio 2 mesi prima e 3 mesi dopo. Dunque, lasciare il lavoro con il preavviso di un giorno, se è vero che non è vietato per legge, è vero anche che può creare problemi soprattutto se il capo dovrà poi provvedere tempestivamente alla vostra assenza, con una nuova assunzione temporanea.

Se poi svolgete mansioni particolarmente faticose da un punto di vista fisico o se avete patologie o disturbi vari che rendono a rischio la gravidanza, potete richiedere un allungamento del normale periodo previsto dal congedo di maternità, presentando tutta la documentazione medica necessaria.

Le donne che godono di ottima salute e svolgono mansioni fisicamente non stressanti, possono decidere di lavorare per tutta la gravidanza ed utilizzare l’intero congedo di maternità dopo la nascita del bambino, in maniera tale da stare con lui nei primi e delicati mesi di vita, anche in vista dell’allattamento al seno.

Per ciò che concerne la retribuzione, il congedo di maternità prevede una retribuzione pari all’80% dell’importo presente sull’ultima busta paga e questo vale anche se, per motivi di salute, il congedo si prolunga oltre i cinque mesi generalmente previsti.