I termini “esdebitamento” o “esdebitazione” fanno riferimento ad una pratica finanziaria a cui, soprattutto in tempi bui per l’economia, è facile che si ricorra. Essa consiste nell’avallo della richiesta di cancellazione di debiti precedentemente contratti ed allo stato attuale non più onorabili. Ovviamente però per ottenere tale privilegio non basta semplicemente dichiarare di non avere più modo di pagare: sarebbe troppo facile per i furbetti di turno compiere truffe e raggiri.

Il provvedimento riguarda soltanto gli imprenditori in fallimento ed i privati sovraindebitati (definiti tali seguendo i parametri esposti nella legge 155 2017 ex 3 2012). Nelle righe seguenti forniremo delle informazioni relative all’esdebitazione del soggetto sovraindebitato, tra le due opzioni sicuramente la più frequente.

Esdebitamento privati

Un tempo l’esdebitamento era un iter finanziario riservato solo ed esclusivamente agli imprenditori in via di fallimento. Soltanto dopo il 2013 il provvedimento è stato esteso anche ai privati che, grazie anche alla promulgazione del Codice della Crisi e dell’Insolvenza, godono adesso della possibilità di ottenere un condono debitorio.

Ma per quale motivo un istituto di credito dovrebbe annullare un debito? Innanzitutto perché le attuali leggi in materia fanno sì che questa pratica rappresenti un diritto da rispettare, almeno per una certa fetta della popolazione.

In secondo luogo perché un debitore che resti tale nel corso di tutta la sua vita produrrà alla società più danni che benefici. Egli infatti non potrebbe più intestare a sé stesso alcun tipo di bene mobile ed immobile, proporsi come imprenditore o acquistare sborsando cifre considerevoli. In qualche modo quindi produrrebbe un danno diretto all’economia globale. Anche che volesse tentare il tutto e per tutto per onorare il suo debito, molto probabilmente finirà per lavorare in nero in modo che nessuno possa ricorrere al pignoramento dello stipendio per ottenere forzatamente indietro la cifra anticipata oppure ancora finirà per ridursi in povertà. In entrambi i casi comunque la società dovrà destinare al suo sostentamento dei fondi togliendoli possibilmente a chi ne avrebbe effettiva necessità o comunque maggior diritto. In poche parole quindi, sebbene a scapito degli istituti di credito, questa misura viene incontro alle necessità di sviluppo sociale ed economico della comunità.

Procedura di esdebitamento

L’iter da seguire per ottenere un condono debitorio prevede sostanzialmente tre passi: la constatazione dell’impossibilità di onorare un debito, il ricorso alla legge 155/2017 e l’eventuale concessione dell’annullamento del debito di cui sopra.

Dopo aver effettivamente verificato che né il proprio patrimonio mobiliare ed immobiliare e né tantomeno il proprio stipendio consentiranno mai di saldare il prestito ricevuto, si farà riferimento al piano del consumatore, al concordato minore ed alla liquidazione del debitore. Si tratta di tre diversi iter previsti dalla su citata legge ed adattabili a differenti situazioni creditorie. Le misure del cosiddetto piano del consumatore si applicano alle persone fisiche ed ai compratori in genere che abbiano chiesto dei prestiti per soddisfare delle esigenze personali, come per esempio l’acquisto di una casa. Il concordato minore invece interessa soltanto le piccole imprese e le attività agricole, mentre la liquidazione del debitore riguarda solo ed esclusivamente situazioni particolarmente intricate oppure giudicabili ormai come deteriorate.

L’applicazione di ciascuna di queste misure viene in genere preceduta da una nuova proposta di rateazione agevolata che in qualche modo tuteli anche le esigenze delle banche e che permetta loro di recuperare una parte del prestito avallato. Tale proposta verrà sottoposta al giudizio di un tribunale che imporrà al richiedente l’accettazione delle nuove condizioni di pagamento o alla banca il totale esdebitamento dell’interessato.

Per quanto riguarda la liquidazione controllata invece l’iter prevede che l’intero patrimonio del soggetto debitore sia utilizzato per risarcire i creditori. Case, gioielli e quant’altro verranno perciò venduti ed il ricavato consegnato nelle mani degli istituti di credito. In questo caso peraltro potrà essere concesso l’esdebitamento soltanto al sopraggiungere del terzo anno dalla data di apertura della pratica. Tale possibilità verrà avallata comunque in caso di una comprovata buona fede e di una certa tendenza a collaborare del contraente.

Esdebitamento: a chi viene concesso?

L’esdebitamento, come abbiamo visto, non viene concesso a cuor leggero. Sebbene sia un provvedimento finanziario pensato per venire incontro alle esigenze di imprese e di privati, è necessario rientrare in specifiche categorie di utenza per poterne avere diritto. Si dovrà infatti appartenere al gruppo dei consumatori in genere, dei titolari di aziende agricole o di piccole imprese non fallibili oppure ancora delle start up. Inoltre tali misure verranno estese anche ai professionisti regolarmente iscritti al loro albo di riferimento ed a tutti gli enti no profit.

Chiaramente dovrà essere palese l’impossibilità di onorare il proprio debito nonché la buona fede nel momento in cui si è chiesto ed ottenuto il prestito. Infine sarà necessario anche non compiere atti lesivi ai danni dei creditori. E’ ovvio che se entrati improvvisamente in possesso di una certa cifra buona per colmare il debito contratto, non sarà consigliabile versare il denaro su conto di terzi o in banche estere. Il rischio in questo caso sarebbe quello di commettere frode, reato penalmente perseguibile.

Esdebitazione Equitalia

Chiudiamo il discorso dedicando un paragrafo a sé ad Equitalia. L’ente non è quasi mai propenso ad accettare transazioni e compromessi che esulino dalle norme sull’esdebitamento attualmente in vigore. Sarà insomma sempre necessario richiedere il condono affidandosi alle normative fissate dalla legge 155/2017 tenendo presente che il concordato minore o il piano del consumatore, soprattutto nel caso di debiti ingenti, difficilmente verranno accettati. Il suggerimento quindi è quello di ricorrere sempre alla liquidazione controllata del patrimonio.

Dopo l’esdebitamento

Una volta ottenuta l’esdebitazione il giudice che ha seguito il caso certificherà l’esito della procedura. Da quel momento in poi nessuno potrà pretendere dal debitore il rimborso di crediti anteriori alla presentazione della richiesta di esdebitamento. Con essi decadranno anche gli eventuali interessi maturati così come gli effetti di decreti ingiuntivi o di pignoramenti e simili. Chiaramente verranno annullate anche le garanzie reali e le corresponsioni di debiti fiscali e debiti IVA.