Una delle figure professionali che ha conosciuto un’importante crescita negli ultimi anni è quella dello psicologo. Si tratta di una figura che deve unire competenza nella materia, ma anche una grande attenzione e dedizione umana, dovendo affrontare e gestire situazioni spesso delicate e che riguardano l’intimità, la sofferenza e l’aspetto interiore delle persone. Diventare psicologo richiede quindi studio, determinazione, attitudine, convinzione e la conoscenza di quelli che sono i canali e gli sbocchi professionali per esercitare la professione. Vediamo di scoprirli insieme.

Cosa fare per diventare psicologo

Innanzitutto, elemento fondamentale e imprescindibile, lo studio. Per poter essere abilitato a diventare psicologo bisogna ottenere la relativa laurea presso una delle tante facoltà universitarie presenti sul territorio italiano. Il consiglio è quello di informarsi per tempo su quelle che sono le offerte formative dei vari atenei, in modo da scegliere il percorso di studi, sia triennale che magistrale, più conforme alle proprie attitudini e ai propri interessi. La branca della psicologia, infatti, comprende diversi rami (psicologia clinica, psicologia del marketing, psicologia del lavoro, psicologia cognitiva e tanti altri) verso i quali ogni interessato può orientarsi e approfondire le competenze con corsi di laurea specifici.

Il post laurea

Per molti il problema più grande per diventare psicologo è quello di trovare un impiego dopo aver completato il percorso di studi. Un consiglio è quello di praticare un tirocinio (qualora il proprio percorso di laurea non lo preveda nel piano di studi) il prima possibile, anche mentre si sta frequentando, in modo di velocizzare i tempi.

Prima di trovare un lavoro stabile nel quale praticare la professione di psicologo è necessario essere iscritti all’albo e per farlo bisogna superare l’esame di Stato. Questo esame per gli aspiranti psicologi è strutturato in due parti. La prima parte è per coloro che si sono laureati con un ciclo di studi magistrale e hanno già completato il tirocinio di 12 mesi. La seconda parte, invece, è rivolta a chi ha una laurea triennale in scienze psicologiche e ha svolto un tirocinio di 6 mesi. L’esame di Stato è per tutti composto sia da una priva scritta che una orale. Superata anche questa prova bisogna pagare la quota annuale dell’albo degli psicologi (da rinnovare ogni anno). A questo punto si è ufficialmente uno psicologo pronto ad esercitare la professione.

E poi? A questo punto sarà importante farsi trovare. Per chi vuole diventare psicologo nella capitale può iscriversi sul portale per gli Psicologi a Roma. Su questo portale è possibile inserire la propria candidatura o sfogliare le posizioni di lavoro disponibili e verificare se si hanno i requisiti richiesti.

Terminati gli studi e l’iscrizione all’Albo bisogna cercare lavoro e come per tante altre professioni non è sempre semplice. Il consiglio è quello di guardarsi intorno e all’inizio avere la capacità di sapersi mettere in gioco, mantenendo fisso l’obiettivo che si vuole raggiungere. Psicologi non ci si improvvisa e il vostro percorso di studi, con tutti i sacrifici che è costato, lo sta a dimostrare. Per questo è importante valutare le diverse posizioni, prendere in considerazione diversi aspetti e avviarsi alla carriera con tutto l’entusiasmo e la competenza che una professione come quella dello psicologo richiede.