Quanto guadagna un infermiere in Italia? A quanto ammonta il suo stipendio mensile? E’ possibile costruire una buona carriera nel nostro stato?

Queste domande sicuramente sono le stesse che si pongono molti giovani intenti a decidere del loro futuro, a scegliere il loro percorso universitario oppure ancora a valutare se rimanere dentro i nostri confini o, come purtroppo sono ormai costretti a fare in molti, a scegliere di costruire altrove la vita da adulti.

Vediamo allora di approfondire l’argomento.

Infermieristica: un settore professionale in crescita

Quello infermieristico è un settore professionale in crescita: basti solo pensare che il nostro, lo evidenziano in diverse circostanze i dati Istat, è un paese ormai abitato principalmente da anziani, ossia da persone che per forza di cose sono statisticamente più bisognose di assistenza sanitaria.

Inoltre questa categoria può ambire a posti pubblici o privati ed ha quindi un più ampio margine di possibilità da sfruttare.

Le categorie professionali

Gli infermieri possono appartenere a diverse categorie, elemento questo che contribuisce a determinare la loro retribuzione finale.

Si distinguono in particolare gli infermieri semplici (attivi nei reparti a basso rischio ed ancora dotati di poca esperienza), quelli di sala operatoria (ossia capaci di assistere i medici in fase di intervento), i ferristi, (vale a dire degli infermieri di sala operatoria abilitati a gestire i ferri e l’attrezzatura medica) ed infine gli infermieri di aria critica, (cioè impegnati attivamente nella gestione delle innumerevoli emergenze che possono verificarsi in un pronto soccorso).

Chiaramente i guadagni saranno maggiori in relazione al livello raggiunto ed alla crescente responsabilità del professionista.

Stipendio infermieri

Ed eccoci arrivati all’aspetto che forse interessa di più chi legge; la retribuzione media di un infermiere. Stipendi e guadagni sono chiaramente diversi a seconda che ci si orienti sul settore pubblico o sul privato. Se in tutta Europa, informazione utile per chi sta vagliando l’idea di espatriare, guadagna senza dubbio di più un infermiere privato, in Italia si può ambire ad un maggior successo economico ottenendo un posto nel servizio pubblico. D’altro canto a questa categoria possono appartenere soltanto infermieri qualificati che superino i vari concorsi indetti dalle strutture ospedaliere, dalle Regioni o da altri enti ed in genere sono davvero pochi i posti che vengono offerti.

In ogni caso poi gli stipendi cambiano in funzione del ruolo ricoperto. Chi lavora in day hospital oppure in cooperative ONLUS, ad esempio, guadagna in media un migliaio di euro lordi. Sicuramente migliore è la condizione degli infermieri dell’aria critica e quindi attivi nei pronto soccorso di tutta Italia o capaci di prestare assistenza ai medici nelle sale operatorie. Per loro lo stipendio si aggira sui 2000 euro lordi mensili.

Chi ha invece intenzione di raggiungere il successo approfittando di sbocchi lavorativi sempre nuovi e di un discreto quantitativo di ambizione personale, potrebbe ambire ad assumere ruoli organizzativi: ci si sporca un po’ meno le mani e si guadagna di più (circa 3000 euro lordi al mese).

Il calcolo della retribuzione

Le cifre sopra indicate sono, lo avranno notato i più attenti, tutte al lordo delle tasse. Per calcolare lo stipendio effettivo di un infermiere quindi bisognerebbe decurtare dagli importi dal 23% al 33%.

A questa decurtazione comunque potrebbe aggiungersi nuovamente una piccola percentuale di guadagno, non superiore al 3%, dovuta a bonus di varia natura.

Il titolo di studio

In Italia il conseguimento di una laurea specifica volta allo svolgimento della professione di infermiere è un obbligo relativamente recente. Esistono e convivono quindi professionisti laureati e non.

Tra le due categorie non sembra esserci alcuno squilibrio in termini di remunerazione: i loro stipendi si aggirano infatti sui 1600 euro al netto delle tasse.