Un’antica leggenda africana alla base di Kalulu.it, il sito web che porta il cibo km 0 direttamente a casa tua, di @silviapagliuca

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Kalulu, ergo: coniglio in lingua africana. È un’antica leggenda ad aver ispirato Giorgio Scrocca, Domenico Angilletta ed Emanuel Sabbene, cofondatori di Kalulu.it, il mercato digitale che consente agli agricoltori locali di vendere direttamente i loro prodotti ai consumatori finali. «L’idea è nata nel 2008, guardando una puntata di Report, in cui si rifletteva sul concetto i sostenibilità. È stato da quel momento che abbiamo deciso di adoperarci affinché la filiera alimentare diventasse realmente “corta”» – chiarisce Giorgio.

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Il progetto, però, ha preso avvio solo nel 2014, frutto di un totale autofinanziamento, ma in pochissimi mesi è già riuscito ad aggregare 22mila utenti e 160 produttori per 600 punti di consegna e oltre 90 tonnellate di prodotti venduti. Numeri riferiti al momento solo a Roma, Milano e ad alcune città della Toscana. «Ma l’obiettivo è quello di raggiungere presto anche il resto d’Italia» – riprende Giorgio, spiegando: «Abbiamo unito il concetto di “buono / pulito / giusto” a quello dei Gruppi di Acquisto, ma eliminandone l’intrinseca rigidità». Su Kalulu.it, infatti, basta registrarsi indicando esclusivamente il proprio cap di riferimento per aver accesso al database dei produttori che effettuano consegna nella zona prescelta. A quel punto, selezionati i prodotti di interesse e la zona di ritiro più comoda, l’unica cosa da fare è prepararsi ad acquistare, e gustare.

vegetables on the soil

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«La vendita avviene direttamente ai clienti, il commercio è davvero di prossimità, così i produttori hanno margini molto più alti rispetto a ciò che accade con la Gdo» – chiarisce lo startupper, che ha presentato la sua idea al al ‘Vivaio delle idee’ di Expo2015, l’iniziativa che Padiglione Italia, Mipaaf e Fondazione Italia Camp hanno dedicato alla capacità di innovazione dei giovani imprenditori italiani, specificando che la piattaforma si mantiene con una piccola percentuale applicata sul prezzo di vendita. «Insomma – conclude Giorgio – Kalulu, per noi, vuol dire dalla terra alle mani di chi coltiva a quelle di chi consuma».

Scritto da Silvia Pagliuca
Giornalista ventiseienne, nata a metà tra i grappoli toscani e le spighe lucane. Caparbia, curiosa e idealista, scrivo di lavoro, giovani e società per VanityFair, Corriere.it, Traveller (e anche un po' per me). Incuriosita dalla vita, appassionata dai cambiamenti, girerei il mondo per poi tornare (forse) sempre allo stesso punto. Per raccontare ed emozionare, ogni giorno, ancora un po’ di più.

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