Un piccolo assaggio di come il 5G cambierà il mondo

Ore 9.30 Barcellona

 

“C’è da portare a termine lo scavo nel cantiere di Stoccolma, ci pensi tu?”

“Certo, tempo di un coffee e sono operativo!”

 

Apparentemente una normalissima conversazione tra colleghi, se non consideriamo il fatto che entrambe le persone siano fisicamente a Barcellona e il citato scavo da ultimare a 2782 km di distanza, più precisamente a Stoccolma.

No, non è uno scherzo, né tantomeno un incipit per abbindolare sprovveduti lettori nel continuare la lettura.

 

ericsson-digger

 

Questo articolo, apparentemente off-topic rispetto alle tematiche di The Perfect Job, vuole essere una riflessione in merito alle nuove tecnologie applicate al mondo del lavoro, dove per lavoro intendo una determinata attività veicolata da un mezzo meccanico. Tanto per capirci, chi di voi non hai mai sentito parlare di “internet delle cose“? Una piccola dimostrazione di come il digitale possa essere applicato agli atomi. E naturalmente, ogni riflessione non può che portare con sé un velo di critica, costruttiva sia chiaro.

Ma facciamo un passo indietro e torniamo in Spagna, più precisamente al World Mobile Congress di Barcellona.

 

Durante l’ultima edizione della più importante fiera al mondo sulla telefonia mobile, Ericsson in collaborazione con Volvo Construction Equipment, ha dimostrato come l’utilizzo di una rete 5G possa portare incredibili vantaggi non solo nelle telecomunicazioni, ma anche in ambiti che solitamente non ci si aspetta di tirare in causa quando si parla di tecnologia relativa alla connettività. Nello specifico, Ericsson ha realizzato una sorta di demo che permette di comandare un’escavatrice tramite connessione remota, sfruttando in questa occasione una connessione 4G Lite cat.4, un visore Oculus per fornire all’utente un’esperienza immersiva e qualità audio HD. Comodamente da una poltrona dotata di comandi, i tecnici Ericsson spostavano terra in un cantiere di Stoccolma. Ovviamente, affinché tale utilizzo possa essere commercializzato, e cosa ancor più importante essere economicamente sostenibile, dovrà essere supportato da una vera e propria rete 5G, che garantisca una qualità video 8K e quasi totale assenza di ritardi di trasmissione.

 

Indubbiamente, un’innovazione tecnologica che porterebbe enormi vantaggi a svariati settori economici, dal mondo delle costruzioni (come si è visto dalla dimostrazione di Ericsson), fino ad attività che prettamente si svolgono in zone del mondo non proprio agibili e confortevoli per un essere umano, si pensi ad esempio alle industrie di estrazione mineraria.

 

Ed ecco che è giunto il momento, come promesso ad inizio articolo, della critica. Sia chiaro, non rivolta ad Ericcson né tantomeno all’inarrestabile avanzata delle nuove tecnologie, ma bensì alla nostra realtà italiana.

 

Nonostante il recente piano “Strategia italiana per la banda ultralarga” redatto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri lo scorso 3 marzo e le confortanti notizie in merito all’assottigliamento del tanto citato digital divide, l’Italia resta nelle ultime posizioni rispetto al resto d’Europa per quanto riguarda la velocità di connessione e la percentuale di popolazione che naviga con una copertura a banda larga (superiore a 4 Mbps). Numeri che non lasciano ben sperare, ma soprattutto aprono la strada ad altre problematiche burocratiche in merito alla concessione governative delle bande. E non dimentichiamo che ad oggi molte zone e provincie italiane non posso usufruire della rete 4G.

 

L’ennesimo treno destinazione futuro che non riusciamo a prendere? Sarei felicissimo di sbagliarmi.

Il 2020, anno in cui Ericsson sarà in grado di “lanciare” effettivamente sul mercato la rete 5G, è apparentemente lontano ma inesorabilmente alle porte.

 

Scritto da Matteo Mascheretti
Laurearsi, lavorare in un’azienda, rendersi conto che non è la strada giusta. Licenziarsi e trasformare la passione per l’advertising in Wao Creative (waocreative.com), non ancora un’agenzia, ma due menti che con la parola e l’immagine fanno comunicazione. Appassionato di social media e nuove tecnologie, organizzo il Palazzolo Digital Festival e ne curo la promozione.