Uala, il sito che ti mette la testa a posto. Di @silviapagliuca

ualaServe un parrucchiere, un’estetista, un massaggio, ma è troppo tardi per prenotare? Nessun problema: Alessandro Bruzzi, grintoso ventottenne già creatore del fortunato portale SOS Tariffe, ha inventato UALA, il sito che risolve ogni crisi di bellezza.

Sì perché basta collegarsi online per prenotare il fornitore più vicino, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, in completa autonomia e soprattutto in tempo reale, verificando le disponibilità dei saloni. Allo stesso modo, i professionisti hanno la possibilità di relazionarsi in una maniera nuova con il cliente: più immediata, diretta e flessibile, attenta a ogni esigenza.

«È il primo servizio semplice e intelligente per la gestione digitale degli appuntamenti, preinstallato su un tablet che viene dato in comodato d’uso gratuito al professionista. Il settore dei parrucchieri e delle estetiste è molto interessante: è ancora un luogo inesplorato dal punto di vista digitale, dunque foriero di tantissime opportunità» – spiega lo startupper che per lanciarsi nella nuova avventura si è licenziato tempo zero dal precedente impiego in una società parte del gruppo Ferragamo.Scelta coraggiosa, dunque, ma fondamentale per realizzare concretamente la sua idea. Progetto che ha ricevuto un finanziamento da 5 milioni di euro da Immobiliare.it. Segno che la visione ha ragione di esistere.

«In pochi mesi abbiamo già gestito 2 milioni di appuntamenti e siamo presenti ufficialmente a Milano, Torino, Roma, Bologna, Napoli e Firenze, con un team di 30 persone, per metà interne e per metà collaboratrici esterne» – racconta Alessandro che puntualizza: «La scelta delle persone con cui lavorare è cruciale ed è forse l’aspetto più difficile nella gestione di un’impresa. È molto semplice lavorare con due o tre colleghi nella fase di startup, il bello viene dopo, quando devi gestire risorse che non conosci, scegliere di chi fidarti, trovare il professionista che si appassioni alla tua idea e che lavori con te per farla crescere».

Altro scoglio da superare: la resistenza dei parrucchieri. «È un settore molto tradizionale, gli appuntamenti si prendono sulle agende, raramente si trovano computer nei negozi. Ciò che cerco di far capire, invece, è che Uala può aiutarli a migliorare il business, tenendo memoria dei prodotti adoperati e delle preferenze di un cliente in termini di orari, abitudini, scelte di bellezza» – chiarisce.

Così, ora l’obiettivo è aprire il molte altre città italiane, bussando alla porta di ogni singolo salone. «Insomma – conclude Alessandro – Uala diventerà il Booking.com del beauty».

Scritto da Silvia Pagliuca
Giornalista ventiseienne, nata a metà tra i grappoli toscani e le spighe lucane. Caparbia, curiosa e idealista, scrivo di lavoro, giovani e società per VanityFair, Corriere.it, Traveller (e anche un po' per me). Incuriosita dalla vita, appassionata dai cambiamenti, girerei il mondo per poi tornare (forse) sempre allo stesso punto. Per raccontare ed emozionare, ogni giorno, ancora un po’ di più.