Tutto ciò che devi sapere per fare il designer. Intervista a Valia Barriello, di @valentinatanni

Valia Barriello Foto di Angelo Brancaccio

Raccontaci come è nato il tuo amore per il design…
Il mio amore per il design è nato sui banchi della facoltà di Architettura, al Politecnico di Milano, con il corso di Interni del Prof. Beppe Finessi grazie a cui ho scoperto, oltre ai grandi maestri del design, tutti quei personaggi borderline che hanno lavorato sul confine tra tra arte, design, moda  (da Claudio Parmiggiani a Franco Moschino passando per Corrado Levi e arrivando a Bruno Munari).  Capire che il processo di ideazione di un oggetto ha dei punti di contatto con le altre discipline artistiche ha fatto scoccare la scintilla.

 

Pensi che la tua professione sia molto cambiata oggi rispetto a qualche decennio fa?
La professione del designer rispetto a qualche decennio fa è molto cambiata.  Prima non esistevano facoltà o scuole di specializzazione in design, erano gli architetti che si occupavano anche della progettazione di componenti di arredo e di oggetti, spesso per conto di grandi aziende. Il designer di allora era fondamentalmente un progettista, un tecnico. Oggi, grazie anche ai diversi campi di applicazione del design, un designer può fare il grafico, lo stilista persino il cuoco!
Vasi Boa Valia Barriello


Cosa fa, esattamente, un designer oggi?

Un designer oggi, qualsiasi sia la sua specializzazione, dalla grafica al product,  può percorrere sostanzialmente due strade: lavorare per un’azienda e/o uno studio di design o mettersi in proprio. Entrambe le strade oggi sono difficili ma, con tenacia, percorribili. I campi in cui un designer può progettare si sono moltiplicati: dal classico prodotto, alla grafica, alla comunicazione, alla moda, per arrivare sino al cibo. Un designer, sempre a seconda della suo settore, segue il prodotto dalla sua ideazione sino alla sua realizzazione.

 

In che modo le nuove tecnologie possono aiutare il tuo lavoro? E in che modo invece possono danneggiarlo?
Le nuove tecnologie, dai programmi di modellazione 3D sino alle stampanti tridimensionali, dalle macchine a taglio laser, sino ad Arduino, aiutano il lavoro del designer soprattutto in fase di ideazione e prototipazione. Il rischio che si corre utilizzando questi nuovi strumenti è di tralasciare, per colpa della rapidità che queste macchine  offrono, le attenzioni di cui la progettazione ha bisogno a scapito dell’estetica e della funzionalità.

00-01 Pallino e Melina by Valia Barriello-Credits Photo Soup Opera

 

Raccontaci la storia di Melina, la tua tovaglietta-bambolina…
L’idea di Melina è nata giocando con Lavinia, la figlia di un’amica. Al posto di utilizzare le solite bambole le ho riproposto un vecchio gioco che facevo con mia madre quando ero bambina: arrotolare e piegare un asciugamano o un canovaccio fino a che non assumesse le fattezze di una bambola. Nel riscoprire con lei l’entusiasmo di vedere la trasformazione di un oggetto ho capito che quel vecchio gioco aveva dentro di sè un grande potenziale e poteva diventare qualcosa di nuovo, tramandando, allo stesso, tempo una vecchia usanza. Così ho ristudiato le misure, le pieghe e la grafica, di modo da avere un prodotto con due funzioni, entrambe adatte ai bambini: la prima quella di tovaglietta per la prima colazione, la seconda quella di gioco.
Ho deciso infine di chiamare la bambola Melina che è il nome di mia nonna, capofila della tradizione. Melina è stata lanciata nel 2014 in occasione della mostra Source-Self Made Design tenutasi a Firenze, grazie alla selezione del curatore Roberto Rubini, ma l’idea è nata almeno due anni prima. Durante il Fuorisalone 2015 ho presentato in occasione della Kids design week @ Superstudio (selezione a cura di Paola Noè di Unduetrestella) anche la versione maschile: Pallino.

 

Una tua opinione sulla scena del design italiano giovane?
La scena del design italiano giovane oggi è in pieno fermento. Nel giro di pochi anni si sono moltiplicate: il numero di scuole e accademie con corsi e master dedicati al design; le manifestazioni e le design week in diversi capoluoghi italiani; i concorsi di settore e l’attenzione mediatica. In questo clima di surplus di design tantissimi sono i designer che si definiscono tali, pochi quelli che lo sono realmente e ancora meno quelli che riescono a farne una vera professione.

00-07 Melina by Valia Barriello-Credits Photo Soup Opera

 

Svelaci un progetto per il futuro!
Il mio prossimo progetto è un complemento di arredo in legno che prende ispirazione da un gioco. Spesso i riferimenti progettuali si trovano proprio nei luoghi più inaspettati.

 

www.valiabarriello.com
www.melinaforkids.com

 

 

Scritto da Valentina Tanni
Storica dell'arte e curatrice di mostre, si interessa principalmente del rapporto tra arte e nuove tecnologie, con particolare attenzione alle culture del web. Ha fondato e gestisce numerosi blog e riviste online.

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