Takafumi abbandona la sua brillante carriera di consulente per dedicarsi all’arte dell’intarsio. su @the_perfectjob

Era il XV secolo quando l’Italia deteneva l’assoluta egemonia sulla pratica dell’intarsio. Ed era il 2007 quando un giovane giapponese, Takafumi Mochizuki, dipendente di un’agenzia di comunicazioni, decide di seguire il richiamo di quest’arte e di trasferirsi a Firenze.

Ci sono voluti 7 anni prima che Takafumi potesse chiamare il suo sogno “Zouganista”, ovvero la bottega che proprio lo scorso anno ha aperto in San Frediano, nel cuore dell’Oltrarno a vocazione artigiana del capoluogo toscano.

Come ogni apprendista che si rispetti, Takafumi è andato a bottega, scegliendo come suo maestro uno dei nomi più illustri del panorama fiorentino, Renato Olivastri, dal quale ha appreso l’arte del restauro del mobile antico e dell’intarsio in legno, che lo hanno conquistato e mai più abbandonato.

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Da allora Takafumi si è dedicato alla creazione di opere ricavate da legno naturale tagliato a mano con sega a traforo, che “decora” utilizzando la bruciatura con sabbia – per le sfumature – , la colla di bue, la vernice alla gommalacca con il tampone e tutte le numerose tecniche dell’intarsio tradizionale capaci di rendere ai suoi pezzi un’inaspettata luminosità.

La sua specialità consiste nello sperimentare l’intarsio anche su oggetti curvilinei, come forme per scarpe, cappelli, grucce per abiti, lampade. Pezzi unici destinati ad un pubblico d’élite, ad un pubblico che ricerchi ancora, nel pezzo d’arredo, la sublimazione del gusto e della bellezza.

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L’intarsio è la sua forma di espressione, il modo che Takafumi ha trovato per parlare di sé,per liberare tutta la creatività imprigionata nelle sue mani, per dare nuova vita ad ogni singolo oggetto che catturi la sua attenzione. “Credo che la mia missione sia la trasmissione di una leggenda. Il recupero di un’antica tradizione è come una nuova nascita, un rinascimento che le aggiunge nuova bellezza”.

Ed è davvero il fattore estetico l’impronta determinante del titolare di “Zouganista”, un linguaggio moderno, dinamico, a tratti irriverente, che conserva però in sé la delicatezza e la raffinatezza di tutta la cultura giapponese.

Zougan significa – in lingua nipponica – “intarsio”, significa contaminare attraverso materiali diversi le forme, significa “incastrare” nel legno sogni tridimensionali, significa raccontare storie con cura di particolari, significa racchiudere in un oggetto l’armonia che “governa” il mondo.

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Per non “svegliarvi” da questo mondo incantato, visitate il suo sito o andatelo a trovare in via dei cardatori 20/r Firenze.

https://www.facebook.com/zouganista?fref=ts

Scritto da Eleonora Ciambellotti
Storica dell'arte per passione e blogger di professione. Ultimamente assessore di un piccolo-grande comune toscano di 45.000 abitanti. Interessi: letteratura, teatro, cinema e Fiorentina!