Simone Naldini e la sua passione straordinaria: l’arte della pirografia

Da sempre il fuoco è simbolo di passione, di ricerca, di ribellione. Da sempre fuoco è anche, e soprattutto, arte, è dar vita a nuove forme di espressione, è cambiare stato alla materia facendola diventare appunto “viva”. Ed è proprio questo che sta alla base delle scelta fatta da Simone Naldini, giovane artigiano aretino, di utilizzare la pirografia come strumento di lavoro, come concretizzazione del proprio immaginario.

Dopo un’esperienza come steward e una laurea in Scienze umanistiche per la comunicazione, Simone torna a casa nella bottega di famiglia ed inizia, da autodidatta, a sperimentare la tecnica pirografica su legno e cuoio.

Come spiega lo stesso Simone:

L’incisione a fuoco, oltre a proporre oggetti artigianali e unici, si fonde con molteplici altri campi dell’artigianato: pelletteria, legatoria, pittura e falegnameria, riuscendo ad essere sia un valore aggiunto dell’oggetto, sia una tecnica che può forgiarne l’identità. Ed è proprio all’identità dell’artigianato artistico italiano che penso quando parlo di pirografia: quell’intreccio di cultura, gusto e fantasia che raramente ho riscontrato all’estero e ho felicemente riabbracciato nel mio paese

Molti si chiederanno il significato di pirografia. Ecco come la racconta questo giovane artigiano:

“La tecnica pirografica è relativamente semplice. Si stratta di incidere una superficie attraverso un ferro incandescente. Lo strumento con il quale ci si rapporta è il pirografo. Esso può avere la forma, le funzioni e il prezzo di un comune saldatore a stagno oppure essere, nei modelli più sviluppati, del tutto simile ad una penna stilografica. Il pirografo è alimentato a corrente elettrica e si compone di due parti, una fissa (l’impugnatura) e una mobile (la punta). Gli effetti che il pirografo compone sul legno sono il risultato della combinazione di differenti punte e diverse temperature di incisione. Ora, usare un saldatore o una penna ha di sicuro le sue differenze ma non è determinante. Il legno scelto, l’immagine da incidere, un po’ di mano ferma e molta pazienza sono ingredienti altrettanto validi per avere un buon risultatoUna volta tagliato e pulito il legno adatto, si porge su esso della carta carbone (c’è chi usa delle sabbie, chi solamente disegna col lapis, dipende da quello che si deve realizzare). Sopra la carta carbone mettiamo l’immagine (o meglio una sua copia) che vogliamo riportare a legno. Con una matita si percorrono i contorni della figura scelta. Rimossa l’immagine e la carta carbone abbiamo “il fantasma” della figura disegnato sul legno. Tale operazione è importante per avere dei punti di riferimento durante l’ incisione e per evitare errori che altrimenti sarebbero impossibili da cancellare. Le sfumature e i tratti d’incisione successivi sono scelte che ogni singolo artigiano decide di riportare in base alla figura scelta, al proprio gusto, alle richieste del cliente”.

Tra i soggetti preferiti da Simone, non può che rientrare il luogo principe dell’attività del fuoco, l’Inferno, quello spazio fisico e psicologico che ha ispirato parte del capolavoro dantesco, da cui il nostro giovane ha tratto ispirazione per le sue tavole.

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Oltre a questo, Simone si diletta in decorazioni fantasiose, per grandi e per piccini, “soffiando” dentro agli oggetti e restituendo loro quel fuoco brulicante che li “anima”. Per lui, la pirografia è il miglior modo che ha trovato per appiccare un incendio senza far danni.

L’artigianato artistico è un ottimo mezzo di combustione, pensateci!

Scritto da Eleonora Ciambellotti
Storica dell'arte per passione e blogger di professione. Ultimamente assessore di un piccolo-grande comune toscano di 45.000 abitanti. Interessi: letteratura, teatro, cinema e Fiorentina!

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