Sileno Cheloni, nel cuore di Firenze un artigiano alchimista che crea profumi su misura. di @marcelloziliani

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Al n°6 di borgo san Lorenzo, a Firenze, si apre un grande portone che dà accesso al bellissimo cortile di Palazzo Seristori Corsini Antinori, opera a cavallo tra quattro e cinquecento di Giuliano da Sangallo. A destra di questo portale si apre una porta più piccola che conduce a un mondo inaspettato, Aquaflor. Siamo nella bottega di Sileno Cheloni, che di mestiere fa il profumiere. Il suo è allo stesso tempo un negozio, un laboratorio, una biblioteca dei profumi, ma anche un salotto dove poter conversare e lasciarsi affascinare dalle essenze e da storie di mondi lontani.

 

Come hai fatto a diventare profumiere?

 

Il profumo è da sempre la mia passione. Ho ancora una foto della mia camera di quando ero ragazzino: sulla testa del letto c’è una poster di Platini e accanto un’infinita quantità di boccette di profumo. La mia prima vera collezione. Ma non pensavo che potesse essere il mio lavoro, lo consideravo un hobby. Così i miei studi sono andati in un’altra direzione: ho frequentato una scuola di design con specializzazione in fotografia in Inghilterra. Per molto tempo ho lavorato nel mondo del design e dell’architettura, fino al giorno in cui, a Cipro, ho incontrato un maestro Sufi che mi ha iniziato alla dimensione spirituale dell’arte di creare profumi. E mi si è aperto un mondo. Fino a quel momento avevo fatto cose creative utilizzando materia e concretezza. La prima volta che feci un profumo mi innamorai della leggerezza, tutto viveva ad un livello di sensibilità diverso.

 

Entrando nel tuo negozio si percepisce che non è un semplice salone espositivo, ma una “bottega” che ricorda epoche passate e luoghi lontani. Come lo hai concepito?

Ero stanco delle aziende che commerciano in profumi, che si fanno passare per piccole realtà mentre invece sono spesso divisioni di aziende grandi e strutturate. Con il mio socio abbiamo così deciso di aprire Aquaflor volendo fosse una specie di maison del profumo; un luogo dove creare prodotti di altissima qualità ma anche dove provare e sperimentare. In questo posto non ho limitazioni, posso creare a mio piacimento. Abbiamo ricevuto tantissime offerte per distribuire i nostri prodotti, in Italia e all’estero, ma abbiamo sempre deciso di non accettarle. Vogliamo mantenere la dimensione della maison, in modo da poter controllare personalmente ogni nostra singola creazione e mettere a loro agio i clienti mentre noi proponiamo loro le essenze o creiamo per loro un profumo personalizzato.

 

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Quando si parla di artigianato si pensa spesso alla manifattura, alla creazione di prodotti fisici; tu però lavori come un alchimista, con ampolle, soluzioni, ma soprattutto con l’olfatto. Come consideri la tua professione? Ti senti più un artigiano, un chimico o un artista?

La storia dice che i veri artisti erano anche artigiani, poi è la storia che decide quale artigiano è in realtà anche un’artista. Io considero il mio lavoro quello di un artigiano e che questo posto sia, come succedeva in questa città nel passato, la “bottega” dove creo, anche materialmente, ciò che amo. Credo che ognuno possa gestire come vuole la propria immagine, ma è il prodotto quello che conta davvero, che sia la composizione per il musicista, il quadro per l’artista o il profumo per il profumiere.

 

Il tuo lavoro parte dalle materie prime o ti procuri direttamente le essenze? Dove trovi questi materiali? Qual è l’essenza più difficile da trovare?

Lavoro con materie prime estremamente rare. Alcune le recupero in quello che possiamo chiamare “il mercato delle essenze”, altre le trovo un po’ giro per il mondo. Sono molto curioso e mi lascio sorprendere da incontri inaspettati, così come mi diverto a cercare profumi molto particolari. La mia passione segreta è collezionare “legni”.

 

Chi sono i “nasi”?

Credo che il nostro naso sia una sorta di traduttore di sensazioni. L’abilità del cosiddetto “naso”, secondo me, sta proprio nel capire quali sono le emozioni e i ricordi che un profumo ti evoca, non tanto, come molti pensano, nel saper riconoscere e selezionare un’essenza tra altre centinaia.

Esistono ovviamente i nasi che riconoscono tutti gli odori, come quanto avviene per esempio con i grandi sommelier per i vini, ma è una specializzazione particolare. A mio parere l’idea creativa del profumo va al di là della capacità di riconoscere le essenze. Per quanto mi riguarda mi concentro proprio su questo aspetto. Cerco di tradurre in un’emozione ciò che è una sensazione, quello che un insieme di essenze trasmette. Mi sento a metà tra un circense e uno psicologo.

 

Una delle cose più affascinanti della tua attività è quella di proporre dei profumi personalizzati. Come funziona?

Quando un cliente viene nel mio negozio ci prendiamo del tempo per un caffè e per parlare delle nostre esperienze di vita. Dopo di che inizio a fargli annusare alcune delle essenze (le mie materie prime) scelte ovviamente in base anche ai racconti e alla personalità del mio interlocutore. Comporre un profumo personalizzato è come realizzare la biografia dell’individuo. Il momento in cui iniziamo a selezionare le essenze è come se si partisse per un viaggio… Ovviamente sta a me capire quale possa essere la cosa più giusta per lui ma in realtà il profumo deve essere quasi fatto dal cliente stesso. Io metto a sua disposizione la mia competenza e capacità nel sottoporgli profumi dentro i quali si sente a casa. Dedico a questa fase il tempo necessario, due o tre ore, ma posso stare con lui anche cinque, un giorno intero, per me la cosa non cambia. L’interazione degli odori non è qualcosa di matematico. Non so mai dove arriverò ed è affascinante questa scoperta, questo viaggio che si compie assieme e che non ha mai nulla di prevedibile.

 

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I profumi personalizzati hanno un copyright o possono anche essere riprodotti per altre persone?

La formula rimane qui e il cliente può ordinare il suo profumo quando vuole. Il profumo è solo per lui. Anche se il vero copyright del profumo personale è in realtà la persona stessa. Un profumo varia infatti in base alla persona che lo indossa.

 

Chi sono i tuoi clienti/committenti? Cosa ti chiedono?

C’è la logica del prêt-a-porter (i profumi che vendo “al banco”), la logica della maison (il profumo su misura) e un’altra dimensione ancora, che è quella della realizzazione di un “logo olfattivo” per un’azienda. Credo che questa sia una cosa abbastanza innovativa, non sono in molti a farlo. La sfida è quella di riuscire a capire quali siano gli elementi che costituiscono l’identità, la personalità, l’essenza di un’impresa. È un po’ come disegnare un logo, ma la difficoltà sta nel farlo con gli odori e con i profumi. L’importante è capire davvero quale sia l’equilibrio giusto. E fondamentale è che questo logo olfattivo non divenga oggetto di operazioni commerciali da parte dell’azienda stessa ma resti esclusivamente legato all’esperienza che clienti, collaboratori e visitatori vivono frequentando i luoghi legati all’azienda. In modo che, se per esempio a Natale ti invio gli auguri con una carta da lettere che emana quella fragranza tu ti senti automaticamente riportato nella mia camera d’albergo, o nel mio punto vendita, o nei locali della mia azienda. Non dimentichiamo la potentissima valenza evocativa che i profumi scatenano. Un esempio di logo olfattivo è quello che ho composto per Lamborghini. Dovevo fare perno sulla memoria e sulle esperienze, dovevo ricreare, attraverso un profumo, le stesse sensazioni che si vivono salendo su una Lamboghini d’epoca. E funziona.

 

 

 

 

 

Scritto da M. Ziliani & S. Gasparotto
Marcello Ziliani, architetto, si occupa prevalentemente di product design, allestimenti, art direction, design coordination, grafica e comunicazione. È docente del laboratorio di design del prodotto nel corso di laurea magistrale in interaction design dell’università di San Marino. Silvia Gasparotto è designer e ricercatrice. Collabora con Marcello Ziliani nel laboratorio di design del prodotto nel corso di laurea triennale dell’Università di San Marino/IUAV.

There are 3 comments

  1. rosanna

    buonasera,
    avrei bisogno di una informazione.
    vorrei creare una fragranza per mio nipote e che quel flacone contenente tale profumo abbia il suo nome scritto sul flacone .
    si crea da voi questo?! o solo la fragranza ?!
    grazie

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