Sebastiano Rossi, il cuoco italiano che surfa le onde più alte del mondo a Puerto Chicama. di @Michele_Pagani_

Arriva un momento, nella vita, in cui il lavoro diventa necessariamente il protagonista assoluto della propria quotidianità. Sgomita tra i pensieri, procura inquietudine ed ansia, soddisfazioni e momenti felici. Che sia il lavoro che si sognava di fare da sempre o un semplice ripiego temporaneo, poco cambia: passiamo gran parte della nostra vita compiendo mansioni che ci permettono di guadagnarci un modo per pagarci le vacanze, una cena fuori, le bollette, le scuole ai nostri figli ed una badante. È il sistema. Non è questa la sede per giudicarne dinamiche, criticità e debolezze. No: ci hanno riempito libri persone molto più preparate del sottoscritto. Tuttavia, una riflessione sul lavoro come strumento utile a coltivare le proprie passioni vere non guasta. Nella mia routine mi capita spesso di pensare “mollo tutto e mi dedico solo a ciò che mi piace, vivendo alla giornata”. Non ne avrei il coraggio e forse nemmeno l’attitudine. Però, conosco qualcuno che riesce a stare in equilibrio tra le forze che muovono il nostro sistema, piegandole a suo vantaggio. Si chiama Sebastiano Rossi ed è sempre stato “quello più grande, che era stato in America a vivere, che aveva portato lo skate nella nebbiosa provincia bresciana e che aveva persino uno sponsor, uno di quei nomi che si leggevano sulle riviste”. Mi insegnò a fare ollie, mi spiegò la scena newyorkese e portò il suo rail nel parcheggio del supermercato, permettendomi di provare i miei primi trick. Ora, a anni di distanza, non mi insegna più a fare trick (perché in skateboard non ci vado più), ma con il suo modo di essere mi suggerisce un sacco di cose più importanti, che hanno a che fare col senso della vita ed il rapporto col mondo del lavoro. Seba ha deciso di viaggiare, facendo skate e surf e tornando a casa per qualche mese all’anno, giusto il tempo di racimolare il budget per il viaggio successivo. E lo fa cogliendo l’essenza del viaggio, del vivere i posti in cui va e del respirare l’atmosfera che le varie parti del nostro pianeta offrono. Ho pensato che fosse un personaggio giusto per The Perfect Job.

 

The Perfect Job:

Ciao Seba, come stai? Dove sei in questo momento?

Seba:

Ciao! Sto bene, grazie! Ora mi trovo in Perù, precisamente Puerto Malabrigo detto anche Puerto Chicama, lo spot con l’onda sinistra più lunga al mondo. Uno spettacolo della natura.

 

The Perfect Job:

Noi ci chiamiamo The Perfect Job: credo che tu sia una delle persone che meglio rappresentano il modo perfetto di intendere il lavoro. Cosa fai durante l’anno? Cosa fai per vivere?

Seba:

Beh, partirei dal concetto che il lavoro perfetto a mio parere non esiste. Come dice Silvano Agosti: “…Pensate ad una delle cose più belle che la natura propone e cioè quella di fare l’amore. Immaginate che voi viviate in un sistema politico, economico e sociale dove le persone sono obbligate con quello che li sorveglia a fare l’amore 8 ore al giorno. Sarebbe una vera tortura. Quindi, perché non deve essere la stessa cosa per il lavoro, che non è certamente più gradevole che fare l’amore?…”.

Io, con questo discorso mi ci ritrovo appieno.

C’è chi riesce ad ottenere gratificazione lavorando 6 giorni a settimana e facendo lo stesso lavoro per 40 anni. Io purtroppo (o per fortuna) non sono fatto così.

C’è un però in tutto questo: senza lavoro e senza fatica anche la “migliore delle vite” potrebbe diventare noiosa e la vita potrebbe anche perdere senso. Prendi Robin Williams: milioni di dollari, fama… Non si può dire che non avesse avuto tutto nella vita, no? Eppure, in qualche modo non era soddisfatto. Strano, no? Girovagando per il mondo mi sono ritrovato a parlare con persone che non avevano nulla, ma proprio nulla, rispetto a quello che poteva aver quell’attore… Eppure erano in equilibrio e, forse, pure più felici di lui. Il segreto sta nel godersi la vita giorno per giorno e cercare quell’equilibrio che ti permette di stare bene con te stesso, indipendentemente dal proprio lavoro. In tutto questo, è necessario avere dei sogni, ma sempre nuovi e non solo riguardanti cose materiali: se ambisci a una bella macchina o a qualche cosa che puoi comperare solo con il denaro, una volta che le avrai ottenute cosa farai dopo? Magari sarai felice, ma per quanto? E cosa ti lasceranno veramente queste cose? È giusto avere ambizioni, ma che non siano solamente cose superficiali. Ci si arricchisce anche visitando un bel posto, con una bella camminata in montagna, con una chiacchierata con degli amici, facendo sport e trasformando i propri sogni in piaceri semplici e quotidiani.

 

The Perfect Job:

Ci racconti qual è il tuo vero lavoro?

Seba:
Nella vita come lavoro “vero” faccio il cuoco: ho studiato per questo e mi piace abbastanza, ma non è la mia passione.

La mia passione più longeva è lo skate e da più di una decina d’anni anche il surf mi appassiona molto. Non ho un lavoro fisso, quindi non posso permettermi molti sfizi ed ogni anno devo cercare i contatti per lavorare. In più, in questi momenti abbastanza difficili per tutti devo sperare di trovare lavoro anno dopo anno. Nel frattempo mi sono un po’ anche reinventato. Sto cercando di trasformare la mia passione, lo Skateboard, in un vero lavoro, organizzando dei corsi. In futuro mi piacerebbe aprire una vera e propria Scuola di Skate.

The Perfect Job:

Cosa fai durante l’anno?

Seba:

L’anno lo divido pressappoco così: da maggio a ottobre lavoro con dei banqueting e catering e organizzo corsi di skateboard. Ad ottobre, se riesco, mi prendo una pausa per un viaggetto. Nei mesi di novembre e dicembre c’è molto lavoro come cuoco per le varie feste, quindi sgobbo a casa. A gennaio, febbraio e marzo viaggio. Ad aprile cerco lavoro. Quando lo trovo, ricomincia il giro.

 

 

The Perfect Job:

E lo Skateboarding? Ti permette di arrotondare?

Seba:
Lo Skateboarding mi permette di staccare la testa quando mi è necessario e quando ho del tempo libero da dedicargli. Grazie a questa passione e ad un corso per istruttori al quale ho partecipato, posso tramandare questa passione ad altri. Tutto questo è già molto.

 

The Perfect Job:
Raccontaci qualcosa dei tuoi viaggi. Dove sei stato negli ultimi anni ? Che budget hai solitamente?

Seba:

Negli ultimi 4 anni sono stato in Sri Lanka per ben due volte, in Marocco, in Francia, in Spagna, a Fuerteventura, in Portogallo, in California, Arizona, Nevada e Utah, in Costa Rica, in Perù e in Ecuador. Il budget varia in base al posto in cui vado ed al tempo che ho da spendere in quel luogo. Ti posso anche dire che si può viaggiare veramente con poco. Il primo passo è non andare nei villaggi e nelle agenzie turistiche, poi viene tutto il resto.

The Perfect Job:
Raccontaci la tua giornata lavorativa tipo.

Seba:
Ti prego no! Sono in vacanza, non voglio né annoiarvi né annoiarmi scrivendo del mio lavoro.

 

The Perfect Job:

Viaggi solo?

Seba:
Non più. Il viaggio in solitaria mi spaventa un po’, anche se in passato qualche viaggio da solo l’ho fatto e non è andato affatto male. Crescendo però ho acquisito la voglia di condividere il viaggio con gli amici e con la ragazza con cui vivo. Altra cosa importante è scegliere molto bene le persone con cui si viaggia: un “amico a casa” può trasformarsi in un “nemico in viaggio”.

 

The Perfect Job:

Dove ti vedi in futuro?

Seba:

Al futuro, sbagliato o giusto che sia, per ora non penso. Non ho figli, non ho un mutuo, ho una casa dove stare e finora ho sempre trovato lavoro. Cerco di pensare il più possibile al presente o al massimo cerco di pensare a come e dove organizzare il prossimo viaggio. Qualcuno passa tutta la vita lavorando per assicurarsi una pensione o per darsi delle piccole soddisfazioni come una macchina nuova, un televisore gigante 3D o le vacanze alle Maldive dove stare spaparanzato senza fare niente per due settimane. Io non sono fatto così.

Io mi ritrovo d’accordo ad un concetto che espresse il Dalai Lama:

”Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente, è che perdono la salute per fare i soldi
 e poi perdono i soldi per recuperare la salute.
 Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente, in maniera tale che non riescono a vivere né il presente né il futuro. 
Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.” Apprezzo questo concetto.

 

The Perfect Job:
Dove andresti a vivere ?

Seba:
Ovunque che non sia Palazzolo sull’Oglio! Mi piace la zona dove sono nato e cresciuto e dove abito, ma tra la cementificazione selvaggia, l’inquinamento da PM10 ed altre cose, la nostra bella Franciacorta è diventata una delle zone più inquinate d’Italia. Io non vorrei vivere in un posto così. Ci sto perché avendo una casa e non dovendo pagare un affitto, sono agevolato a mettere da parte soldi per viaggiare e “staccare la spina”, almeno due volte l’anno. Comunque, fisso in un posto non mi piacerebbe stare. Mi piacerebbe avere delle case in posti diversi: Encinitas in California, Ahanghama in Sri Lanka, Asiago in provincia di Vicenza. Dividerei l’anno in 3 e passerei un po’ di tempo in questi posti. Il primo per lo Skate ed il surf. Il secondo per la natura ancora incontaminata, il surf e le persone che ci abitano. Il terzo per la storia e la montagna.

 

 

The Perfect Job:

Per quanto continuerai a viaggiare?

Seba:
Fino a quando viaggiare mi darà soddisfazione. Non è che viaggiare con budget limitato sia facile. Bisogna organizzarsi in tempo, cercare dei voli a poco prezzo e organizzare un minimo il viaggio se si vuole risparmiare. A volte (anzi, direi sempre) prima di un viaggio sono agitato. Se sto andando in un posto mai visto sono anche preoccupato che possa succedermi qualche cosa di grave. Questo per spiegare che non parto mai spensierato.

Quello che però mi “danno” i viaggi, ben poche altre cose nella vita riescono a fare lo stesso: le sensazioni di piacere ed estasi che provo viaggiando, difficilmente le ritrovo nella routine di tutti i giorni.

The Perfect Job:

Cosa ti spaventa del futuro?

Seba:
Un po’ mi spaventa la routine. O, meglio, l’idea di abituarmi alla routine e farmi andare bene la vita per pigrizia o per paura del cambiamento.

 

The Perfect Job:

Che rapporto hai con internet?

Seba:
Ci sono sotto, un po’ come tutti. Quando mi trovo da qualche parte senza internet, devo ammettere che all’inizio ne sento un po’ la mancanza. Dopo qualche giorno di abitudine, però, sto anche meglio.

 

The Perfect Job:

Qual è il tuo lavoro dei sogni ?

Seba:
Mi piacerebbe non avere bisogno dei soldi e poter imparare cose diverse ogni giorno, ma solo per il piacere di imparare cose nuove senza dovermi guadagnare la pagnotta.

Mi piacerebbe provare a lavorare un solo giorno in banca. Mi piacerebbe lavorare per qualche tempo come pastore, libero tra le montagne sotto il flusso continuo delle intemperie. Mi piacerebbe provare a fare il formaggio: ne vado matto. Mi piacerebbe imparare a fare il gelato, perché in tutti i posti caldi dove sono stato non ho mai trovato gelati buoni come quelli che ritrovo in Italia. Ogni tanto penso che possa essere semplice aprire una gelateria in qualche posto caldo, ma magari mi sbaglio. Mi piacerebbe anche fare il medico, come fanno quelli di Emergency o Medici Senza Frontiere, aiutando le persone che ne hanno veramente bisogno. Se non avessi bisogno di soldi andrei a fare volontariato. Ma forse se non ci vado è solo per pigrizia, perché ci sono molti volontari che senza soldi si danno comunque da fare. C’è un progetto bellissimo che si chiama Skateistan: è un’ONG che aiuta i bambini e cerca di conferirgli fiducia e competenze attraverso una combinazione di skateboard e attività educative, in paesi come l’Afganistan e la Cambogia. Un giorno mi piacerebbe provare questa esperienza.

The Perfect Job:
Una ricetta che cucineresti per noi?

Seba:

Una delle cucine che più mi affascina è quella orientale. Non sono vegetariano, ma prediligo la cucina vegetariana. Quindi, vi preparerei un buon piatto di Rice and Curry. Si tratta di riso con varie verdure cucinate con un sacco di spezie, che oltre ad essere buonissime sono anche medicine naturali: la curcuma, lo zenzero etc. Devo scrivervi la ricetta?

 

The Perfect Job:
Il miglior ricordo di questi viaggi?

Seba:

Di ricordi belli ne ho un sacco. Non potrei dirtene uno in particolare. O meglio, una volta mi sono trovato a surfare in Costa Rica in mezzo ad un branco di delfini. All’inizio questi “pescioni” così grossi che giocavano in mezzo alle onde mi facevano anche un po’ paura. Facevano un po’ come facevo io, come si vede spesso nei video: provavano a rincorrere l’onda. Però, dopo un po’ ci feci l’abitudine e fu emozionante. Anche vedere ogni tramonto, così come l’alba, di per se è emozionante… anche a casa propria, senza viaggiare.

 

The Perfect Job:

Ed il peggiore?

Seba:
Ero a Barcelona nel 2004 a fare Skateboard. Hai presente quei semi fatti a elica che cadono dagli alberi avvitandosi fino in terra? Sono semi di acero. Una bella pianta: pensate che con l’acero canadese ci fanno addirittura le tavole da skate. Beh, ho preso uno di quei semi nelle ruote, che si sono bloccate catapultandomi a terra. Cadendo, mi sono infilato il gomito nel costato. Ho passato il giorno del mio ventiquattresimo compleanno in ospedale con un rene bucato. Fortunatamente non me lo hanno dovuto asportare, ma non potevo alzarmi dal letto e dovevo stare solo in posizione supina. Da sdraiato dovevo fare tutte quelle cose che abitualmente si fanno ogni giorno tipo mangiare, andare al bagno, eccetera… Sono dovuto stare così per più di una settimana con catetere annesso. Tutto questo non a casa propria e solo con un amico che poteva portarmi un po’ di conforto. Non è stata una bella situazione. Tuttavia, anche dalle cose brutte si impara qualche cosa no?

 

The Perfect Job:
Quando torni?

Seba:
Torno verso fine Marzo, quando il clima sarà un po’ più mite. Almeno, lo spero.

 

The Perfect Job:

Hai qualcosa da aggiungere ?

Seba:
Non guardate troppa televisione e non state troppo al computer. Fate sport, non fate tifo. Leggete libri: a volte con un libro puoi viaggiare con il pensiero, ma serve un po’ di allenamento, come in tutte le cose. Ah, sopratutto non lavorate troppo perché la vita che viviamo è una nell’infinito!

 

The Perfect Job:

Amen, chiuderei io.

Scritto da Michele Pagani
Michele Pagani è consulente di digital strategy, business development e web marketing. Ex research assistant presso l'Università Bocconi di Milano, vanta una profonda conoscenza del mondo digital. Ha all'attivo il lancio di due startup ed è cofondatore della web agency NPCREW.

There are 2 comments

  1. Luca

    mi fa piacere che si diffonda e si dia l esempio di come “piegare il sistema” e di come rendersi la vita migliore sapendo che SI PUO !
    Tanti Saluti Luca

  2. Sico

    Grande Seba, complimenti per l’articolo Michele.
    Lo leggo solo ora e capisco molte cose del “personaggio” che ho avuto la fortuna di conoscere l’anno scorso.
    Io purtroppo sono malato di lavoro un po’ per volere un po’ per necessità, spero di maturare qualcosa di costruttivo da questa salubre frequentazione.
    A volte mi stupisco ancora di come nella quotidianità di tutti i giorni, si possa imparare o prendere spunti per crescere personalmente, da persone conosciute negli ambiti più disparati.
    Siate curiosi sempre

    Un salutone
    Sico

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