Reportage dal Pronto Soccorso: i 10 pazienti più assurdi capitati in accettazione, di @Michele_Pagani_

Ippocrate

I custodi della segreta arte della guarigione, si sa, sono da sempre figura leggendaria, prodigiosa e quasi mistica: fin dai tempi di Ippocrate, li guardiamo con una certa adorazione, sicuri che con la loro somma sapienza possano debellare il peggior virus intestinale, levarci quel fastidioso prurito o regalarci finalmente sonni tranquilli.
A volte, ci avviciniamo al medico moribondi e lo salutiamo sorridenti. Un salvifico santone dei giorni nostri in camice bianco. Straordinario.
Per questo motivo, ho pensato che The Perfect Job sarebbe stato un po’ meno “perfect” se non avessimo parlato di medicina. 

Ma vi dirò di più. Ho scelto di far visita al reparto che più di tutti richiede lucidità e reattività, capacità di destreggiarsi tra mille imprevisti e creatività: il Pronto Soccorso. Niente panico, niente emotività, niente commozione. Non c’è giorno, notte, Natale o Pasqua che tenga: il medico di Pronto Soccorso dev’essere lì, pronto all’azione come Bolt ai nastri di partenza.

Ma com’è veramente la vita in pronto soccorso?

Non potendo contare solo su E.R. e Grey’s Anatomy per fare un reportage, ho deciso di intervistare diversi professionisti della medicina d’emergenza, per esplorare gli aspetti più anomali e curiosi del loro lavoro.

Alla domanda “Raccontami un aneddoto che ti ha lasciato senza parole”, hanno aperto il libro… Non basterebbe un blog intero per raccontare tutto. Abbiamo quindi deciso di selezionarne i migliori: ne è emersa una classifica dei 10 casi più assurdi capitati allo sportello dell’accettazione.

Ecco qui.

Posizione numero 10: La nudista

Signora in vestaglia blu, entra in ospedale lamentando “dolore addominale”. Sfila la veste ed esibisce il proprio corpo, completamente nudo, in corridoio, davanti a tutti. Quando qualcuno glielo fa notare, ammette sincera: “non mi andava di mettere vestiti”. Come contraddirla?

Posizione numero 9: La speleologia

[Questa, a dire il vero, è una macro-categoria che comprende vari aneddoti con un denominatore comune: la passione per le… esplorazioni]

Uomini adulti, che arrivano soli in tarda serata e si avvicinano allo sportello con fare titubante. Hanno deciso di dimenticare prodotti di ogni tipo dove non batte il sole, non riuscendo più a recuperarli. L’elenco degli oggetti smarriti è lunghissimo: ricordiamo un deodorante Intesa, la pallina numero 8 del biliardo, il profumo Roma di Laura Biagiotti (!!!), una zucchina, lacca spray ed un dildo ancora acceso. Il recupero? Non sempre piacevole.

Posizione numero 8: Il masochista

Signore brizzolato sulla quarantina, presentatosi con febbre alta. È necessario un normale prelievo di sangue. Nel momento in cui l’infermiera estrae l’ago, comincia a urlare e frignare come un neonato, supplicando i presenti di schiaffeggiarlo sul sedere per fargli vincere la paura. Qualcuno l’avrà accontentato? Rimane il mistero.

Posizione numero 7: La mastra birraia

Signora anziana con mal di schiena, si sdraia sul lettino in attesa che gli antidolorifici facciano effetto. Ad un certo punto, chiede di andare al bagno: torna dopo dieci minuti con un bicchiere da pinta in mano pieno di urina. “Ho pensato che avreste potuto verificare che fosse tutto ok”. Grazie mille signora, ma purtroppo non beviamo in servizio. Ma soprattutto: che ci fa un bicchiere da pinta in Pronto Soccorso?

Posizione numero 6: La pigra

Ore 4 del mattino. Signora anziana entra in reparto con un’interessante richiesta: “continuo a svegliarmi per urinare. Per caso potete mettermi un catetere così mi godo il sonno?”. Che dire? Problem solving.

Posizione numero 5: Il vermicultore

[Disclaimer: questa non è per deboli di stomaco. D’altronde, però, per lavorare in pronto soccorso bisogna avere le spalle larghe]

Signore sulla sessantina, vestito di tutto punto e pettinato, si presenta allo sportello lamentando un fastidio ai piedi. È con stupore e ribrezzo generale che, una volta tolti i calzini, svela il suo segreto: una vivace colonia di larve brulicanti tra le sue dita. Orrore e raccapriccio, subito iscritto al corso “fondamenti di igiene”. In attesa che i piccoli bruchi diventino farfalle.

Posizione numero 4: Pimp my grandma

La situazione è critica: purtroppo nonna Peppina si è aggravata e non supererà la notte. Non c’è più nulla da fare. Si avvicina il nipote con sguardo cupo. “Dottoressa, nonna Peppina ha espresso un desiderio. Vorrebbe tanto venire cromata una volta passata a miglior vita”. Chiamate Xzibit.

Posizione numero 3: Il fotografo

Signore sui 40, impeccabile vestito scuro e scarpe di pelle. Entra con fare serio in reparto, chiedendo al medico di guardia di dare un occhio al quaderno, che tiene saldamente in mano. Il dottore apre il taccuino e scorre una serie di fotografie di feci, posizionate con cura, come in un set fotografico di pasticceria, sul tavolo della cucina. 30 scatti, uno per ogni giorno del mese. Un bell’album dei ricordi da tramandare ai posteri.

Posizione numero 2: La fashion-dermatite

La porta si apre ed entra una ragazza sui venticinque, con fare sconvolto. “Aiutatemi! Ho bisogno di un dermatologo!!!”. Scopre la pancia e mostra, poco sopra il pube, una macchia rossa. Lo sguardo del medico nota una forma famigliare: si può leggere chiaramente la scritta “El Charro. “Signora, è semplicemente il segno della fibia della cintura… La tolga e vedrà che passa tutto”. “Lei è un genio, dottore! Grazie, grazie, grazie!” Diagnosi: ElCharrite acuta.

Posizione numero 1: La famiglia di sommelier

Padre con figlia adolescente, trasportati a sirene spiegate dall’ambulanza. Entrambi necessitano di una lavanda gastrica. Il motivo? La figlia vede una bottiglia di vetro con l’etichetta “Levissima” e la sorseggia. Accorgendosi che è candeggina, chiama il padre disperata. L’uomo, con spiccato senso paterno, decide di assaggiarla per accertarsi che non fosse -che ne so?- sambuca o succo di mela. Amore di padre.

 

Si ringraziano i medici che mi hanno concesso il loro tempo per l’intervista. Tenete duro: il mondo non è fatto solamente di esplorazioni rettali e punture di Plasil. C’è molto di più.

Scritto da Michele Pagani
Michele Pagani è consulente di digital strategy, business development e web marketing. Ex research assistant presso l'Università Bocconi di Milano, vanta una profonda conoscenza del mondo digital. Ha all'attivo il lancio di due startup ed è cofondatore della web agency NPCREW.

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