Quando l’amore per i cani diventa una splendida ossessione…e anche un lavoro, di @SylviaPusceddu

carlino1L’amore per i Carlini nelle vignette di Pug Life

Qual è il confine tra passione e ossessione? Solitamente ci preoccupiamo di inquadrare gli interessi delle persone in una categoria, ma quando uno di questi trova riscontro in un vasto pubblico non occorrono giustificazioni. Questa fortuna è toccata a Mariano De Biase, di professione disegnatore per Sergio Bonelli Editore e insegante di fumetto, amante di carlini per diletto.

Aveva già manifestato questa fissazione con la sua prima opera intitolata Cuccioloidi, pubblicata nel 2006 per l’editore Scuola del fumetto, dove i protagonisti sono alieni con fattezze antropomorfe e muso da cane carlino. Nel 2014 su Facebook è nata la pagina Pug Life che oggi conta quasi 3400 fans, dove vengono condivise vignette umoristiche e talvolta un po’ ciniche che danno voce a Emma, carlino femmina dalla fame insaziabile. Quasi come riconoscimento ufficiale, questa estate è stato pubblicato il diario-agenda di Pigna con le sue vignette.

Per capire meglio questo fenomeno, ho fatto qualche domanda all’autore.

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Quando hai capito che le altre persone avrebbero condiviso la tua passione?

“Parlo sempre di carlini, in modo ossessivo. Il mio primo fumetto stampato e pubblicato si intitola Cuccioloidi e racconta un’invasione di carlini spaziali negli anni’50. Anche nelle storie che disegno per la Bonelli infilo un sacco di carlini a tradimento, i carlini subliminali. Se guardate bene ce ne sono ovunque. Nel tempo mi sono accorto che una frase ricorrente tra amici o anche solo conoscenti era: “Da quando ti conosco, ogni volta che vedo un carlino non posso fare a meno di pensarti… prima neanche li notavo!” , me lo sono sentito ripetere un’infinità di volte. Una specie di malattia, insomma, la Carlinite.  Ma finché Luciano Onder non formalizza la cosa, non è ufficiale.
Quindi, più che condividere la mia passione, si può dire che li ho presi per sfinimento!”

Perché quasi tutti amano i carlini?

“Purtroppo -o per fortuna, visto che altrimenti il mio lavoro sarebbe inutile- non tutti amano i carlini! Di sicuro i loro amici umani ne diventano ossessionati: il padrone del carlino, per esempio, è l’unico che si riempie la casa di gadget carlini, pupazzetti, tazze, cuscini ecc.

È molto difficile che il padrone di un pastore tedesco faccia altrettanto, l’amore carlino è una forma di irresistibile follia.
Molto, comunque,  è dovuto al fatto che i carlini sono antichissimi animali da compagnia, selezionati fin da tempi antichi proprio a questo scopo e, appunto per questo, hanno sviluppato comportamenti straordinariamente affini a quello umano, più di molte altre razze.
Io stesso considero la mia carlina un piccolo umano peloso.”

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Disegnare un soggetto che ti piace rende molto più semplice il tuo lavoro?

“In effetti sì. Disegnare è un processo che nasce fin da piccoli come un piacere, che si insegue ritraendo ciò che ci piace. Se dai un foglio e una penna a un bambino, è più probabile che disegni un dinosauro rispetto a una centrale nucleare vista dall’interno in ogni suo dettaglio  (in quest’ultimo caso è probabilmente posseduto o è una piccola spia aliena). Quando si ha la fortuna di riuscire a disegnare per professione, invece, è chiaro che ci si deve confrontare con un sacco di soggetti e situazioni che di norma si eviterebbero e questo, a volte, può risultare faticoso.
Non faticoso come un lavoro vero, ok.”

Quali sono i progetti per il futuro?

“A parte la conquista carlina del mondo tramite la mia propaganda fumettistica, intendi? Nell’immediato futuro c’è un volume di Pulp stories che sarà in edicola dal 30 dicembre, nel quale sarà presente una storia disegnata da me e scritta da Diego Cajelli, noto e prolifico sceneggiatore, nonché mio insegnante di sceneggiatura ai tempi della scuola del fumetto, motivo per il quale sono stato felicissimo di collaborare con lui.
Nel frattempo porto avanti la collaborazione con la Sergio Bonelli editore, con il progetto a lungo termine di un volume di Agenzia Alfa di circa 300 pagine, che quindi mi terrà impegnato fino al 2018. Oltre a questo procede regolare -più o meno- il mio webcomic Puglife, che raccoglie tutte le mie strips carline umoristiche.
Se mi rimane tempo, ogni tanto, dormo.”

A voi non resta che trovare il tempo per leggere le sue vignette!

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Tutte le immagini sono di proprietà di Mariano De Biase.

Silvia Pusceddu

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Scritto da Silvia Pusceddu
Ho iniziato a disegnare quando ancora non capivo la differenza tra una parete e un foglio di carta… Da bambina immaginavo storie che avevano per protagonisti amici immaginari, desideravo raccontarle, lo facevo per immagini. Ho scritto il mio primo racconto quando frequentavo le elementari, con la complicità della mia splendida Olivetti da viaggio, color carta da zucchero. Da allora non ho mai smesso di scrivere e disegnare. Per lavoro e per passione.

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