Quando il colosso fa flop: i 5 prodotti tecnologici più inutili della storia. Di @Trumphy

Brimingham, Inghilterra, si è concluso lo scorso Aprile il “The Gadget Show Live”, fiera evento spin-off del programma televisivo “The Gadget Show” realizzato da Channel 5.

Proprio all interno della manifestazione è stata stilata dagli organizzatori, una classifica delle peggiori 5 invenzioni in ambito tech, insomma, una top 5 dei gadget più inutili della storia. Se, a primo acchito, potrebbe sembrare una classica selezione di oggetti brutti vi sbagliate, la top 5 dei flop assume un altro sapore se a sbagliare sono i grandi. In questa classifica sono stati inseriti prodotti validissimi dal punto di vista qualitativo, realizzati da industrie del calibro di Sony o Philips, ma nonostante questo non hanno trovato il favore del mercato. Perché?

Perché Flop non è (solo) una brutta parola. Riconoscere il fallimento, per un’azienda, come per ognuno di noi, vuol dire essere in grado di rilanciare un successo.

 

5. Il LaserDisc

In quinta posizione il Laserdisc. Siate sinceri, non ne avete mai sentito parlare, vero? Si tratta del primo standard realizzato per la videoregistrazione su un disco ottico. Detto in soldoni, una sorta di cd-rom delle dimensioni di un vinile 33 giri. Il formato consentiva di modulare il video in frequenza, bypassando ogni tipo di compressione garantendo una qualità video ineccepibile già nel 1979. Antenato del Compact Disc vide cessare la sua produzione solo nel 2009. Uno dei suoi difetti più grandi era non poter essere usato come un comune videoregistratore per registrare il segnale televisivo. Fece successo e scalpore nell’estremo oriente, ma divenne ben presto un inutile gadget per tutto il resto del mondo.

 

5_laserdisc

 

4. Il MiniDisc

Il MiniDisc venne sviluppato dalla Sony con l’intento di soppiantare le musicassette come standard di registrazione domestico. La produzione iniziò nel 1992 riscuotendo un successo senza precedenti, ma soltanto in Giappone. Nel resto del mondo fu un flop quasi totale (alla stregua del LaserDisc). Purtroppo non riuscì mai a competere con le altre tecnologie che sarebbero nate da lì a poco come i CD e i lettori mp3.

MiniDisc

 

3. Betamax video

Il Betamax fu il primo sistema di videoregistrazione magnetica destinato all’uso domestico. Purtroppo, lo standard creato da Sony, si scontrò da lì a poco con quello di JVC: il VHS. Il Betamax aveva dalla sua una qualità di registrazione superiore, sia video che audio, ma non poteva competere in un sistema commerciale; la durata di un nastro Betamax era di 30 minuti circa, proprio per questo sarebbe stato impossibile inserirsi nel mercato del home cinema. Immaginate di vedere un film e di dover cambiare la cassetta 3-4 volte… no, eh?

Nonostante lo scarsissimo successo la Sony ha interrotto la produzione di videocassette Betamax solo nel marzo 2016.

3_beta

 

2. Rabbit phones

Purtroppo, anzi, per fortuna, quest’aborto del progresso non ha mai raggiunto l’Italia, quindi sarò onesta, non ne avevo mai sentito parlare. Si trattava di un progetto di telefonia locativa che millantava di fornire telefonia mobile ai propri clienti.

Il servizio venne lanciato nel maggio del 1992 inizialmente servendo solo Manchester, poi il resto del Regno Unito. Il funzionamento era semplice.

Gli utenti potevano realizzare chiamate con il proprio cordless domestico anche fuori casa! Incredibile, clamoroso, geniale… unica pecca? Bisognava trovarsi in un raggio di 100 metri da un trasmettitore Rabbit. Stranamente il servizio cessò nel dicembre del 1993, proprio quando Rabbit poteva vantare un portfolio di ben 2000 clienti.

Il progetto Rabbit si rivelò per la Hutchison una Waterloo da ben 183 milioni di dollari.

La Hutchison oggi è un colosso delle telecomunicazioni che controlla H3G e Orange con più di 30 milioni di utenti attivi nel mondo.

2_rabbit

 

1. Sinclair C5

Sul gradino più alto della top 5 troviamo un mezzo di locomozione che avrebbe dovuto rivoluzionare il concetto di spostamento di migliaia di pallidi britannici, il triciclo monoposto elettrico Sinclair C5. Venne presentato al grande pubblico il 10 gennaio del 1985, dei primi 14.000 esemplari realizzati, però, ne vennero venduti solamente 5.000. La produzione cessò nell’agosto dello stesso anno. Il mezzo raggiungeva a stento le 15 miglia orarie, la batteria che lo alimentava aveva una durata ridicola e cosa ancora più importante era senza tettuccio, particolare non di poco conto se consideriamo il classico clima british caratterizzato da piogge più che frequenti.

Si sa, ogni fallimento commerciale diventa volenti o nolenti una chicca per collezionisti.  Se all’epoca il prezzo di lancio era di 399 sterline oggi come oggi i collezionisti sborsano anche più di 5.000 sterline per portarsene uno a casa.

C5

Scritto da Chiara Trombetta
Giornalista professionista e information designer. Una laurea in scienze e tecnologie della comunicazione prima e un master in giornalismo dopo. Appassionata e studiosa di nuovi media, tecnologia e comunicazione, ho collaborato con diverse testate online italiane. Mi occupo inoltre di realizzazione di video, infografiche per il web e per la stampa e architettura dell'informazione.

Lascia Un Commento