Gli Ok Go realizzano video geniali, un mix tra nerdismo e popmusic. di @remo_ricchetti

Gli OK GO sono un caso curioso nel mondo della musica.
Le loro canzoni possono risultare simpatiche e piacevoli all’ascolto; se fate un volo radente su wikipedia e sul loro sito per sapere qualcosa di più su di loro e quando hanno cominciato a fare musica, dischi e se magari ci sono collaborazioni rilevanti e insolite perché sebbene simpatici credo troverete difficoltà a immaginarveli diventare un pezzo di storia della musica, ma non è questo il punto – i riferimenti ve li ho dati, nel caso: sapete come inziare ad approfondire-  il punto è che gli ok go si stanno reinventando come una strana specie di evangelizzatori tecnologici a metà fra simpatico nerdismo e popmusic.

 

La cosa che mi pare più interessante da raccontare è che questi regazzotti dell’Illinois (e qui serviva wikipedia) a un certo punto della loro carriera, peraltro non proprio irrilevante, hanno raggiunto una certa celebrità grazie ad un video molto particolare:
Here it goes again, una canzoncina allegra che vi dimentichereste in tre minuti ha un video memorabile in cui i quattro okgo turnicano giocosi su una serie di tapisroulants: il video è divertente e supercatchy, raggiunge velocemente centinaia di migliaia di visualizzazioni su youtube e viene citato in una puntata dei Simpson.

Da quel momento gli okgo si fanno un punto d’onore di presentare video che si distinguono per complessità ed arditezza realizzativa. La cifra stilistica non è mai l’effetto speciale o la postproduzione ma proprio la difficoltà tecnica di realizzazione del girato.

 

Così si passa dalle illusioni ottiche di Writings on the wall, al certosino Needing/getting in cui la canzone viene suonata guidando un’automobile (ma no suonando dentro un’automobile, proprio con l’automobile: guidandola. c’è del product placement qui dentro ma passa del tutto in second’ordine),
alla fantasmagorica macchina di Goldberg di This too shall pass fino all’affascinante tributo alla tecnologia ed alle coreografie dei musical di I won’t let you down una festa di droni, veicoli strani, coreografie e pianificazione ultragiapponese


(di cui c’è anche un sito dedicato qui: http://iwontletyoudown.com/)

dietro i video degli okgo c’è sempre un lavoro di pianificazione e di progettazione strabiliante. sono infatti per lo più dei piani sequenza quindi non c’è montaggio e questo costringe ad una progettazione millimetrica, in più lo spettatore viene catturato come davanti a un giocoliere: cerca il trucco ma il trucco non c’è perché poi i nostri si preoccupano di svelarlo sempre, durante il video medesimo (è il caso di Writings on the wall), oppure pubblicando i vari making of (che sono anche più interessanti dei video).

eccoveli:

Scritto da Remo Ricchetti
Si veste poco perché predilige automobili scomode, musica soul ed alimenti crudi. Prometeico, si occupa di cose che voi umani, robe progettuali di macchine, implementa, insegna, cose così. Ha sempre desiderato un piano B. Traffica in perle per maiali.

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