L’Italia ha il suo Banksy ed è un ingegnere elettronico, di @Idranaz81

MassimMassimo Mion_The perfect jobo Mion è un ingegnere elettronico. Ha 41 anni e una passione che da anni monopolizza i suoi fine settimana, le sue notti e ogni scampolo di tempo libero. Quando racconta della sua “doppia vita” quasi si stenta a credere che proprio lui, con la sua aria da intellettuale e perfetto ingegnere, si dedichi anima e corpo ai graffiti e allo stencil, guardando a Banksy come al suo guru indiscusso.

Eppure è così. A Venezia, dove vive e lavora come responsabile della manutenzione all’Università Ca’ Foscari, il suo nome si associa ai murales, all’arte, all’inventiva che da qualche anno lo ha portato ad applicare il suo estro anche al light design. “Ho sempre avuto la passione per la pittura e il disegno – racconta – Ma ho iniziato ad applicarmi seriamente dal 2011, quando ho capito che il mio contributo alla street art potesse avere risvolti positivi per il territorio e le comunità a me vicine”.

 

Nulla di più giusto: con questo spirito, lo street artist Massimo ha partecipato a diversi concorsi e i più significativi hanno portato la sua firma alla stazione di Porta Garibaldi a Milano, dove ha realizzato tre murales, e alla stazione Greco Pirelli.

 

“Mi piace pensare all’utilità sociale che questo tipo di arte può avere sull’estetica urbana di una città – spiega Massimo – Spesso l’attività di writer è associata all’illegalità e al degrado, ma quando viene associata alla rinascita di luoghi in abbandono a cui basta solo un po’ di amore per rinascere, è in grado di dare ottimi risultati”.

Massimo Mion_The perfect job

Da bravo ingegnere, Massimo Mion è uno che sa mettere a frutto il tempo, conciliando il suo lavoro con la passione che ormai rappresenta la sua vita parallela. La fama di writer lo porta anche a realizzare lavori su commissione per conto di esercenti e ristoratori.

Massimo Mion_The perfect job

Di recente, la sua esperienza nel campo dello stencil e la suo professione di ingegnere elettronico si stanno conciliando nel light design e nel suo progetto “Sindoni – Fabric Portaits“, che ha già avuto molto successo grazie alle prime mostre organizzate fra Venezia e la terraferma.

Massimo Mion_The perfect job

Le “sindoni” sono volti di donne comuni e di icone dello spettacolo e del cinema che si accendono e si spengono su strati di stoffa illuminati da un sistema di retro-illuminazione a led che simula il bagliore di una candela. I tratti somatici dei visi e le loro espressioni sono dati da pezzi stoffa pazientemente tagliati e sovrapposti a formare uno stencil capovolto.

Massimo Mion_The perfect job
“Ho recuperato le stoffe da sottovesti vintage degli anni Cinquanta, lenzuola di ospedale e tovaglie di un corredo matrimoniale per dare vita a un progetto dedicato alle donne – racconta Massimo – Realizzo queste opere capovolgendo il concetto stesso di stencil, in cui ciò che si vede è la vernice che viene lasciata passare attraverso il foro inciso sulla superficie del cartoncino”. “In questo caso, invece, ciò che resta è la luce che passa attraverso la superficie stratificata della stoffa”.

Da bravo ingegnere elettronico, come si può immaginare, Massimo Mion non riesce a fermarsi all’espressione artistica. In questi giorni, infatti, sta lavorando a un dispositivo che, leggendo una bozza digitale, sia in grado di dare vita a un disegno perfetto.

Massimo Mion_The perfect job
“L’idea è quella di mescolare manualità e meccanizzazione del gesto nella produzione di opere d’arte – dice Massimo – Sono ancora in fase di test per capire effetti cromatici e stilistici che voglio ottenere”.

 
Scritto da Silvia Zanardi
Felicemente giornalista professionista freelance, mette la libertà di movimento al primo posto. A Venezia, ha fondato il blog storiedichi.com per raccontare storie di persone che fanno bene il proprio mestiere. Ogni momento è buono per prendere un aereo, ma ritiene che i viaggi migliori siano quelli che facciamo in "casa": nelle periferie delle nostre città e, soprattutto, dentro noi stessi.

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