L’incredibile storia del perito chimico che ha abbandonato gomma plastica per aprire un rifugio nell’incantevole scenario di Cima Rest, di @MaskeEmme

“Il tempo è senza tempo” così dice una famosa citazione che ritroviamo in una delle migliori opere cinematografiche del grande regista tedesco Wim Wenders.

Ed è proprio da questa frase, forse un po’ azzardata, che parte la mia riflessione: siamo creatori o vittime del nostro tempo?

 

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É indubbio che il tempo e il lavoro assumono un ruolo sempre più preponderante sui cambiamenti sociali ai quali assistiamo, specialmente in un’era come la nostra dove la crisi del lavoro pone quotidianamente la necessità di avere una nuova visione del concetto tempo.

Cosa succede quando le esigenze economiche devono collimare perfettamente con la difesa dei propri spazi nonché con le esigenze personali? Come ci si deve comportare quando le politiche del tempo e del lavoro elargiscono ristrette possibilità di creare nuovi mondi di autonomia?

Se è chiaro che il vero scopo del lavoro è quello di conquistare il proprio tempo individuale, trasformandolo da salvezza a fonte di valore, allora Valentina e Francesco ci sono riusciti pienamente!

Ma facciamo un passo indietro e andiamo per ordine. Chi sono i protagonisti di questa storia?

Valentina e Francesco sono due ragazzi che dal luglio 2014 gestiscono Malga Corva, un rifugio nel parco dell’Alto Garda Bresciano, precisamente in Valvestino, località Cima Rest.

 

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Sono andato a trovarli e insieme mi hanno raccontato come è nata la loro esperienza.

Francesco è chef, dopo parecchi anni trascorsi a lavorare in Valtellina e Svizzera è approdato in un ristorante della Franciacorta. Valentina invece è un perito chimico e come tale ha lavorato per lungo tempo in laboratori nonché nel reparto controllo qualità del settore alimentare e del settore della gomma plastica, ma il contratto a tempo indeterminato continuava ad essere per lei un miraggio e il peso dell’attesa di un possibile rinnovo andava a sommarsi all’inconciliabilità dei rispettivi orari di lavoro con la loro vita privata.

Esausti e stanchi della situazione hanno deciso di cambiare. L’idea iniziale era di creare qualcosa che desse loro la possibilità di avere più tempo da investire insieme, così, se in un primo momento il progetto era quello di trasferirsi all’estero, magari a Berlino, è poi subentrato il caso e con esso l’occasione di gestire un rifugio in una zona alla quale Valentina è legata sin dall’infanzia.

 

Così comincia la loro avventura, nell’esatto momento in cui si trasferiscono definitivamente in Valvestino nel giugno scorso. Poco alla volta si mettono a rinnovare tutti gli ambienti del rifugio che fino a quel momento era stato un po’ trascurato. Il lavoro è impegnativo considerando che sono solo in due e le cose a cui pensare sono tante.

«Nonostante il nostro lavoro sia spesso pesante siamo riusciti a ritagliarci spazi di tempo che prima non avevamo e così la nostra qualità di vita è nettamente migliorata, inoltre lavorare in un ambiente così bello e incontaminato ci aiuta! »

In effetti il rifugio Malga Corva è accogliente e spazioso e si trova in una favolosa cornice naturale, circondata da suggestivo bosco di faggi dove il panorama che dà sulle montagne è davvero mozzafiato.

I servizi che offrono sono alloggio e ristorante, con un’offerta gastronomica tipica e variegata che si basa sia su prodotti tipici locali, sia su specialità valtellinesi, vista la provenienza di Francesco. A pochi metri dal rifugio si trova anche l’osservatorio astronomico, uno tra i più belli della Lombardia, che concede di scrutare il cielo durante le notti terse e serene senza l’interferenza dell’inquinamento luminoso tipico delle città.

 

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Passione, rispetto della natura e radicamento al territorio sono qualità imprescindibili per intraprendere questo percorso, ma quali sono secondo voi altre qualità necessarie per poter affrontare al meglio il vostro lavoro?

«Sicuramente costanza, determinazione e forte spirito di adattamento dato che i disagi e gli imprevisti sono all’ordine del giorno. Bisogna poi considerare il fattore meteo che non sempre è dalla nostra parte. »

Quando gli chiedo quali siano state le maggiori difficoltà riscontrate non è arduo indovinare la risposta.

«Gli unici ostacoli che abbiamo dovuto affrontare sono stati prettamente burocratici. I tempi sono lunghi e non ci sono canali informativi giusti e utili, è sempre tutto poco chiaro e molto confuso, quindi ci si deve armare di tanta pazienza. Inoltre ci siamo resi conto che, nonostante i finanziamenti ai giovani esistano, nella pratica restano solo chimere. »

Ad oggi il lavoro da fare è ancora tanto visto che le idee non mancano e il territorio offre molte possibilità dal punto di vista delle attività naturalistiche e non solo, ma Valentina e Francesco sono davvero soddisfatti e orgogliosi.

« La miglior soddisfazione è data dalla gente di passaggio e autoctona che ci supporta e ci apprezza. Chi pensa che la gente di montagna sia diffidente e poco socievole si sbaglia, ci hanno praticamente adottato. Ci sentiamo a casa e finalmente siamo padroni del nostro tempo e per questo ci auguriamo che le cose continuino ad andare nella giusta direzione.»

 

 

Scritto da Matteo Mascheretti
Laurearsi, lavorare in un’azienda, rendersi conto che non è la strada giusta. Licenziarsi e trasformare la passione per l’advertising in Wao Creative (waocreative.com), non ancora un’agenzia, ma due menti che con la parola e l’immagine fanno comunicazione. Appassionato di social media e nuove tecnologie, organizzo il Palazzolo Digital Festival e ne curo la promozione.

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