La tecnologia nell’immediato futuro. Schiavitù o salvezza? Di @MaskeEmme

Abbiamo sempre avuto un’idea alquanto confusa sul futuro, in particolare in merito all’innovazione tecnologica. Quando eravamo bambini, o meglio, quando il sottoscritto oggi alle porte dei fatidici 30 era bambino, l’unica fonte che in qualche modo poteva farci immaginare il futuro erano le produzioni cinematografiche. Non ho dati precisi su quanto sto per affermare, ma sono quasi certo che ognuno di noi, immerso nel divano di casa, abbia pensato a frasi del tipo “Non vedo l’ora che arrivi il 2015 per fare skate con un Hoverboard” oppure abbia scritto nella lista dei regali di Natale “Nike auto-allaccianti”.

E non starò qui a citarvi altre decine di pellicole che dipingevano gli anni dal 2000 in poi come un mondo completamente mutato, dove la tecnologia per certi versi fantascientifica la faceva da padrone.

Quello che i film non ci facevano vedere né tantomeno presagire, vuoi per motivi d’intrattenimento, vuoi per non annoiarci, erano i possibili vantaggi che l’innovazione avrebbe potuto portare nelle nostre esistenze.

E per vantaggi, non mi riferisco a scoperte che in qualche modo semplifichino la vita, ma ad invenzioni che la vita potrebbero realmente salvarcela.

 

Durante l’ultima edizione del Palazzolo Digital Festival, ho avuto modo di assistere alla presentazione di My Angel Care, un braccialetto che contiene le informazioni di primo soccorso dell’utente. Una sorta di piccolo angelo custode da polso. Come funziona? Accedendo alla My Angel Cloud, ogni utente crea il suo profilo personale, una sorta di cartella sanitaria in cui indica allergie, intolleranze ed eventuali patologie croniche, oltre alle informazioni anagrafiche ed i riferimenti da contattare in caso di emergenza. Il braccialetto, collegato al cloud, ha al suo interno una tag NFC e in caso di emergenza, semplicemente avvicinando al device uno smartphone con lettore NFC e applicazione installata, il soccorritore visualizza in un secondo le informazioni sanitarie della persona. Se la tecnologia NFC facilitava la nostra vita nei pagamenti online, ora ci aiuta anche a preservarla.

Pensiamo ora ai Google Glasses, la più blasonata creazione del colosso di Mountain View. Conosciuti in tutto l’universo per utilizzi seri e meno seri legati principalmente all’intrattenimento e alla vita di tutti i giorni, questi dispositivi rappresentano un’importante opportunità anche per quelle attività che potremmo definire di vitale necessità. Pensate ad un chirurgo impegnato in un intervento: ogni movimento delle mani dev’essere preciso, meticoloso e allo stesso tempo la concentrazione focalizzata sulla serie di azioni da compiere. Grazie allo sviluppo di un applicativo dedicato, il chirurgo, senza mai abbandonare il contatto visivo con l’area di intervento, tramite i Glasses potrà avere a portata di iride i parametri vitali del paziente, i risultati degli esami di laboratorio e, in caso di necessità, indicazioni sulle migliori procedure da seguire per completare l’operazione. Inoltre, ogni passaggio potrà essere monitorato in tempo reale anche da equipe mediche esterne, mentre da un punto di vista prettamente didattico, i futuri chirurghi potranno apprendere le tecniche di intervento come se loro stessi fossero in sala operatoria.
Sempre restando nell’ambito “emergenze”, degna di nota è la realizzazione di un software, anch’esso concepito per i Google Glasses, dedicato alle squadre di pompieri: con un semplice comando vocale, i Glasses sono in grado di mostrare l’esatta planimetria dell’edificio in fiamme, facilitando così le fasi di intervento. E lo stesso supporto può essere fornito anche in altri situazioni di emergenza, come un incidente automobilistico o per la ricerca degli idranti.

 

Queste sono solo alcune soluzioni in cui l’innovazione ha permesso alla medicina, al primo soccorso, alla sicurezza e alla protezione delle persone di fare notevoli passi avanti, con l’obiettivo di apportare benefici e vantaggi oggettivi alla società. Perché di questo si tratta: un progresso tecnologico che porti ad un miglioramento delle condizioni sociali.

E chissà, forse un giorno riusciremo veramente a fluttuare con un monopattino anti-gravitazionale.

 

Scritto da Matteo Mascheretti
Laurearsi, lavorare in un’azienda, rendersi conto che non è la strada giusta. Licenziarsi e trasformare la passione per l’advertising in Wao Creative (waocreative.com), non ancora un’agenzia, ma due menti che con la parola e l’immagine fanno comunicazione. Appassionato di social media e nuove tecnologie, organizzo il Palazzolo Digital Festival e ne curo la promozione.

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