La storia di Tiziana e Luca, archimedi del gelato (all’azoto), di @silviapagliuca

Produrre gelato? Sì, ma all’azoto. Tiziana Laura Cavalli e Luca Cappellin, si conoscono da sempre: sono cugini, originari del Trentino, val di Non, per l’esattezza. Ed proprio la naturalità della loro terra ad averli spinti verso la nuova avventura: mettersi in affari, diventare soci e produrre una versione modernissima del più amato dei dolci, il gelato, appunto.

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Così, appena un anno fa, è nata Azotech, startup pensata per rivoluzionare uno dei mercati più golosi al mondo: «Sappiamo che il gelato all’azoto viene prodotto anche all’estero, ma le nostre invenzioni consentono di mantenere inalterate le caratteristiche del prodotto, cosa non da poco in questo settore» – specifica Tiziana che, con un passato da commerciale, oggi lavora full time per la sua nuova azienda.

«Produrre questo tipo di gelato, di per sé, non è difficile, ciò che complica il tutto è realizzare un prodotto buono nel gusto, paragonabile a quello tradizionale. Per questo abbiamo lavorato alla realizzazione di macchinari che consentissero di esaltare le proprietà organolettiche e nutritive del gelato, senza ricorrere all’uso di addensanti o additivi» – chiarisce. Perché il punto è: «innovare, ma senza rinunciare al piacere dell’artigianalità».

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Mission questa resa possibile grazie alle soluzioni tecnologiche elaborate da Luca, ricercatore con dottorato in fisica, sempre in viaggio tra l’Italia e gli Stati Uniti, dove segue progetti per Harvard. È lui, infatti, che tra esperimenti e formule fisico-chimiche, è riuscito a garantire la cremosità al gelato anche in prodotto a base, appunto, di azoto liquido, gas non nocivo per la salute, tanto che l’aria che respiriamo ne è composta al 79%.

Due i macchinari attualmente realizzati dai cugini: uno basic e uno particolarmente sofisticato, a cui a breve potrebbe aggiungersi un nuovo ritrovato, tutto orientato alla personalizzazione. «Il progetto è molto ampio e prevede anche un importante investimento economico, ma per ora preferisco non svelare oltre» – si ritira Tiziana.

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Intanto, a sostenerli nel sogno di realizzare l’azo-gelato con un click, sono stati l’incubatore Trentino Sviluppo – che con i suoi finanziamenti ha coperto la parte più ingente delle spese, almeno di quelle iniziali – e il concorso “Nuovi Talenti Imprenditoriali” del MIPAAF, a cui hanno partecipato e vinto. Con il Ministero, inoltre, i ragazzi sono stati protagonisti, lo scorso ottobre, del ‘Vivaio delle idee’ di Expo2015, l’iniziativa che Padiglione Italia, Mipaaf e Fondazione Italia Camp hanno dedicato alla capacità di innovazione dei giovani imprenditori italiani. Perché inventare nuovi mestieri è possibile, anche in Italia.

Scritto da Silvia Pagliuca
Giornalista ventiseienne, nata a metà tra i grappoli toscani e le spighe lucane. Caparbia, curiosa e idealista, scrivo di lavoro, giovani e società per VanityFair, Corriere.it, Traveller (e anche un po' per me). Incuriosita dalla vita, appassionata dai cambiamenti, girerei il mondo per poi tornare (forse) sempre allo stesso punto. Per raccontare ed emozionare, ogni giorno, ancora un po’ di più.

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