Il biologo che vuole nutrire il pianeta con una serra galleggiante in mezzo al mare, di @loremann

Il mare è una preziosa fonte di cibo, sia sotto che sopra la sua superficie. E il bello è che non si tratta solo di pesci, alghe e molluschi. In futuro a contribuire con frutta e verdura “made by the sea” ci sarà anche una serra galleggiante che trae dal sole e dal moto ondoso tutta l’energia di cui ha bisogno.

 

Non è un miraggio o una trovata alla Waterworld di Kevin Costner, bensì il progetto Jellyfish Barge coordinato dal biologo Stefano Mancuso. Un’idea italiana che si è fatta strada tra i cinque finalisti del premio Ideas for Change Award 2015 che l’UNECE (Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite) ha indetto in occasione dell’Anno dello Sviluppo Sostenibile. Inoltre, la serra galleggiante sarà presentata anche durante l’Expo di Milano.

 

La particolarità di Jellyfish Barge è la capacità di produrre cibo “senza il consumo di suolo, acqua dolce o energia chimica. La struttura è costruita da materiali a basso costo, assemblati con tecnologie semplici e facilmente realizzabili”.

 

jellyfish barge

 

La struttura portante della serra è composta da una base in legno di circa 70 mq che galleggia su fusti in plastica riciclati. Sopra è installata una serra in vetro con “un moderno sistema di coltivazione idroponica che garantisce un risparmio di acqua fino al 70% rispetto alle culture tradizionali, grazie al riuso continuo dell’acqua”.

 

In effetti, la capacità di utilizzare l’acqua marina per annaffiare le piante sembra una delle caratteristiche più promettenti di Jellyfish Barge. I suoi dissalatori solari sarebbero in grado di produrre “fino a 150 litri al giorno di acqua dolce e pulita da acqua salata, salmastra o inquinata”.

 

 jellyfish barge art

 

Utilizzare l’evaporazione e la condensazione di acqua non potabile è una strategia già utilizzata da alti progetti innovativi, come la startup Solwa. Con Jellyfish Barge l’unica differenza è che questa tecnologia di filtrazione produce anche alimenti freschi. Un valore aggiunto non da poco visto che le Nazioni Unite stimano per il 2050 una popolazione del pianeta vicina a 9.6 miliardi di persone, con una conseguente richiesta globale di cibo in aumento del 60-70% rispetto ad oggi. E pensare che le piante hanno anche una forma di intelligenza che non ci aspettiamo.

 

L’idea di una serra galleggiante promossa da Stefano Mancuso potrebbe dare il suo contributo e ridurre l’impatto dell’agricoltura sull’ambiente. Così, dopo che avremo visto Jellyfish Barge galleggiare in mezzo al mare e produrre cibo non ci resterà che seguire Mancuso e il suo team di ricerca nella prossima impresa.

 

Non a caso, Mancuso ha fondato e dirige il Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale dell’Università di Firenze con cui si è impegnato in un progetto sulla percezione della gravità da parte delle piante per conto dell’ESA, l’ente spaziale europeo. Insomma, dal mare di sale al mare di stelle.

 

Scritto da Lorenzo Mannella
Science writer, fixer e comunicatore. Faccio troppe cose, e ne vedo ancora di più. Seguo i progetti Horizon 2020 in agricoltura sostenibile per l'Università di Modena e Reggio Emilia. Scrivo anche per DailyBest. Amo la fantascienza perché è molto reale.

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