Italia, un popolo di gelatieri in franchising, di @silviapagliuca

La passione per il gelato, uno dei prodotti artigianali più noti (e gustosi) del bel Paese, da qualche tempo sembra essere diventata anche un’apprezzatissima fonte di business. Tanti, infatti, sono gli italiani che scelgono di aprire una gelateria, magari affiancata da un servizio bar con piccola cucina.

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Gli esercizi commerciali in cui si vendono gelati artigianali (pasticcerie, ristoranti, bar…) lungo tutto lo stivale sono quasi 40mila, per la precisione 38.892. Ovvero, c’è una gelateria ogni 1.612 abitanti con un totale di oltre 150 mila gli addetti. E l’attività non riguarda solo chi gelatiere lo è sempre stato, di professione o per tradizione, perché oggi a spopolare sono proprio i negozi in franchising aperti da chi sceglie di cambiare vita, affidando a coni e coppette il proprio spirito imprenditoriale.

Così è accaduto a Cristina, di Rapallo, che ha scelto di abbandonare il suo precedente impiego part time per aprire un punto Crema&Cioccolato sulla costiera ligure. «Era il 2011 – racconta – ed ero poco soddisfatta di ciò che stavo facendo, così ho deciso di cogliere l’opportunità offerta dall’azienda. Non richiedevano un grande sforzo economico e un team mi avrebbe supportata nell’apertura del locale». Una scelta della quale oggi, Cristina è più che soddisfatta. «Ricevo tanti complimenti per il gelato che vendo, è appagante riuscire a offrire ogni giorno un prodotto così buono e bello alla vista. E poi…anche il cassetto della cassa a fine giornata ripaga dell’impegno».

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Al momento, le gelaterie appartenenti al gruppo friulano aperte con questa formula sono oltre 300 in tutta Italia, numero che cresce giorno dopo giorno. Basti pensare che per il 2015 sono già in programma 92 nuove aperture e che altri 43 affiliati stanno cercando la location idonea per aprire il nuovo store. Il servizio offerto dall’azienda, infatti, è a tutto tondo: gli arredi e le attrezzature vengono acquistate direttamente dal gruppo e concesse in comodato d’uso gratuito all’affiliato, per poi diventare gratuitamente di sua proprietà alla scadenza del contratto. Non è necessario, quindi, comperare costosi macchinari, tutto ciò che si richiede al futuro gelatiere è il pagamento della fee di ingresso per affiliarsi alla rete (7.900 euro per chi aderisce entro il 30 aprile) e il reperimento di un locale dai 40 mq in su, situato in una zona di buon passaggio pedonale.


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Locale che successivamente lo staff messo a disposizione dalla casa madre si preoccuperà di verificare e progettare, montando gli arredi interni, per poi concludere con la formazione diretta del neo-imprenditore. Anche il gelato, infatti, arriverà in negozio già pronto per essere venduto, con ricarichi –affermano – superiori al 390%. Cifra che appare decisamente promettente, specie se si considera che ogni anno, in Italia, si consumano oltre 360.000 tonnellate di gelato artigianale (quasi 6 kg a testa), per un giro d’affari da 2,5 miliardi di euro che, se consideriamo anche il settore delle macchine, delle attrezzature e degli ingredienti, sale a 3,5 miliardi.

 

Scritto da Silvia Pagliuca
Giornalista ventiseienne, nata a metà tra i grappoli toscani e le spighe lucane. Caparbia, curiosa e idealista, scrivo di lavoro, giovani e società per VanityFair, Corriere.it, Traveller (e anche un po' per me). Incuriosita dalla vita, appassionata dai cambiamenti, girerei il mondo per poi tornare (forse) sempre allo stesso punto. Per raccontare ed emozionare, ogni giorno, ancora un po’ di più.

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