Il cammino di Alex, da manager affermato ad oste navigato. Di @MaskeEmme

Domenica mattina.

Stranamente non è una di quelle domeniche in cui vorresti soltanto restare a letto, in quel piacevole dormiveglia che annebbia ogni cosa, pensieri, lavori da finire, occhiaie per il gin tonic di troppo la sera prima. Il clima è piacevole ed è persino coerente con l’inizio di aprile, alla faccia del cambiamento climatico.

Esco di casa e imbocco la strada che mi porterà al cosiddetto parco fluviale, un’enorme distesa di verde e piante fiancheggiata dal fiume che scorre lento, senza fretta. Parcheggio l’auto, sentendomi quasi in colpa per non essere uscito a piedi, come sembra aver fatto il resto della popolazione mondiale.

Pochi passi e incontro il motivo di questa mia visita domenicale al parco; Alex, amico di sempre e da pochi mesi titolare di un’osteria situata in una splendida piazzetta, nel cuore del quartiere medievale della città.

Un’osteria che con l’immaginario comune bresciano ha poco in comune, se non per l’ospitalità e quell’approccio un po’ goliardico e votato all’allegria nel rapportarsi con la clientela.

L’osteria di Alex è un’osteria di marinai, ma non marinai comuni. Marinai di strada.

Lettori di The Perfect Job, ho il piacere di presentarvi l’oste dell’Osteria Marinai di Strada che ha abbondonato una carriera manageriale per inseguire uno squisito sogno. 

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TPJ

Caffè o aperitivo?

Alex

Ovviamente aperitivo, prendiamocela leggera questa giornata! Ma non dovevi intervistarmi?

 

TPJ

Certo, l’intervista è già cominciata!

Alex

Cominciamo bene (ride).

 

TPJ

Nel migliore dei modi! Allora Alex, i lettori di The Perfect Job sono curiosi di scoprire cosa abbia spinto un giovane (a 30 anni si è ancora giovani, giusto? ndr) con una carriera manageriale in crescita, a mollare tutto e aprire un’osteria. Quali sono le motivazioni che da cinque anni a questa parte ti hanno portato a questa scelta? Insomma, raccontaci come è avvenuta la trasformazione da manager a oste.

Alex

In verità non c’è stata una vera e propria trasformazione. La passione per la gastronomia e per il vino l’ho sempre coltivata e apprezzata anche durante il periodo dell’università, lavorando nel mondo della ristorazione e collaborando in svariati eventi con Contadi Castaldi. Dopo la laurea in Comunicazione d’Impresa e Relazioni Pubbliche, tutto era già pianificato e definito per iniziare un master in Wine Marketing a Firenze. Fortuna (o sfortuna) vuole che, senza troppo entusiasmo, partecipo a un career-day organizzato dall’università e in quell’occasione mi viene proposto da un’importante azienda di abbigliamento americana (Abercrombie) un colloquio conoscitivo. Inizio così una serie di incontri con i vari recruiter dell’azienda che si concludono in modo più che positivo con una formale proposta di assunzione. Accetto, vuoi per la voglia di iniziare ad avere un’indipendenza economica, vuoi per il fatto che il master avrei potuto iniziarlo anche l’anno dopo. Non sapevo ancora che ci sarei rimasto per 5 anni.

 

TPJ

Deduco quindi che sia stata un’esperienza positiva se si è prolungata per un po’di anni.

Alex

Assolutamente! Lavorare per una multinazionale mi ha permesso di crescere tantissimo dal punto di vista professionale e mi ha dato la possibilità di viaggiare e conoscere gente da tutto il mondo. Sono stati 5 anni intensi, ricchi di successi e promozioni, durante i quali mi sono occupato del recruiting del personale in Italia e un po’ in tutta Europa, per poi diventare responsabile dell’apertura di negozi a Londra, Berlino, Madrid e di conseguenza vivere in queste città.

Terminata l’esperienza di recruitment, mi sono trasferito a Milano e sono diventato general manager al flagship di San Babila. Calendario alla mano, il mio ultimo anno in Abercrombie.

 

TPJ

Ed è in quell’ultimo anno che qualcosa inizia a cambiare?

Alex

Proprio così. Se da un lato mi stimolava parecchio viaggiare e conoscere persone, ho sentito la necessità di tirare un po’ il freno, di ritrovare quel legame con il luogo in cui sono cresciuto, con la famiglia, gli amici. I ritmi folli imposti dal lavoro, mi avevamo distolto troppo da questo aspetto.

La vita frenetica in Abercrombie aveva solo momentaneamente nascosto alla mia mente ciò che veramente desideravo fare nella mia vita.

Dovevo solo fermarmi e lasciare che tutto affiorasse e prendesse forma.

 

TPJ

L’Osteria Marinai di Strada inizia a concretizzarsi.

Alex

Veramente manca ancora un importantissimo step prima dell’effettivo compimento dei miei piani. Subito dopo il licenziamento sono partito per il Camino de Santiago de Compostela. Ebbene, le tre settimane passate in totale solitudine a non far altro che camminare, mi hanno aiutato a capire esattamente dove avrei voluto aprire la mia attività. Balenavo l’idea di costruire qualcosa in Francia, nella splendida Provenza, oppure in Italia, in una grande città. E alla fine ho scelto la cittadina in cui sono cresciuto. Ho scelto la dimensione più “vera”, quella del godersi la quotidianità, vicina a tutte le cose a me più care, unica nella sua semplicità. Valori che ho imparato ad apprezzare durante il cammino.

 

TPJ

Da dove nasce l’idea del nome?

Alex

In primis nasce da una profonda passione per i racconti d’avventura di cui il mare è protagonista, storie di uomini che hanno affrontato i mari e li hanno domati con la loro tempra e il coraggio. Ovviamente il riferimento al mare si collega strettamente anche alla proposta gastronomica, in controtendenza con i prodotti più tipici del territorio e frutto di molteplici viaggi in Puglia, regione a cui sono particolarmente affezionato. Il concetto di “strada” richiama invece la terra e rappresenta anch’esso quello che proponiamo in cucina. Piatti di mare e di terra, serviti crudi o cotti alla griglia e proposti anche sotto forma di panino, il cosiddetto panino di mare, che strizza l’occhio al concetto di street-food, che diciamolo, in sto periodo fa anche un po’figo! [ride].

Qualcosa di nuovo, innovativo che piace e incuriosisce la gente, soprattutto in provincia.

Ah, sia chiaro, quando parlo di panino di mare, il pesce non è il tonno in scatoletta! Tartare di tonno, carpaccio di salmone, polpo grigliato.

 

TPJ

Mi pare di capire che la voglia di innovare e di proporre sempre cose nuove non manchi.

Dai, svelaci le prossime novità dell’Osteria..

Alex

Queste rivelazioni ti costeranno un altro aperitivo.

 

TPJ

Fatta, ci sto!

Alex

Ti svelo la bomba dell’estate: purea di mango e gamberi. Stiamo facendo alcune prove ed è una combo favolosa! Oppure, panino salmone e mango, accompagnato da un mojito. Mancherebbe solo la spiaggia in Piazza Corte Mura!

Sicuramente per il futuro l’idea è quella di confermare le proposte più classiche legate al territorio, dal tagliere di salumi e formaggi alla tagliata di manzo, senza dimenticarsi dei burger!

L’evoluzione o l’obiettivo a lungo termine, chiamalo come vuoi, è sicuramente quello di espandersi nelle città limitrofe (Brescia e Bergamo, ndr) esclusivamente con la proposta del panino di mare e di strada. Una sorta di fast food, inutile dirlo, con alla base l’altissima qualità del prodotto.

 

TPJ

Prossimo viaggio da cui trarre ispirazione?

Alex

Messico, un viaggio alla scoperta delle salse da accompagnare ai panini di mare, per continuare a percorrere la strada che già abbiamo intrapreso di utilizzare la frutta esotica. Mango, avocado, papaya da abbinare al pesce e creare dei favolosi contrasti tra dolce e salato.

 

TPJ

L’aperitivo e forse ancor di più le tue parole mi hanno messo appetito.

Ce lo facciamo un Tonnarolo?

 

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Il Tonnarolo

Alex

Vamos, con un ottimo bianco siciliano a seguito!

 

Scritto da Matteo Mascheretti
Laurearsi, lavorare in un’azienda, rendersi conto che non è la strada giusta. Licenziarsi e trasformare la passione per l’advertising in Wao Creative (waocreative.com), non ancora un’agenzia, ma due menti che con la parola e l’immagine fanno comunicazione. Appassionato di social media e nuove tecnologie, organizzo il Palazzolo Digital Festival e ne curo la promozione.

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