I CycloLenti: alla scoperta dei luoghi più spettacolari del pianeta per finanziare una ONG nelle Filippine

«Non siamo né ricchi, né sportivi. Siamo semplicemente dei sognatori». Marco e Tiphaine scrivono con la passione di chi sa di aver fatto la scelta più bella e al tempo stesso la più folle. Ne riparleranno quando saranno anziani, ne rideranno con figli e nipoti, ma certo, oggi, ne respirano appieno tutte le positività.

 

Perché Marco e Tiphaine pedalano. Guidano con il vento in poppa dall’Europa all’Asia, tra fattorie biologiche ed ecovillaggi. Lo fanno in sella alle loro creature: Bibine e Blanquette, le bici che portano il nome di due caprette incontrate in una fattoria francese. Richiama la ville lumiere anche il nome del loro progetto, CycloLenti: Cyclo come biciletta e Lenti per i ritmi cadenzati e le ruote delle bici che, simili a grandi occhiali, permettono loro di viaggiare e scrutare il mondo da un’altra prospettiva.

È una storia che inizia nel 2012, quando l’azienda per cui Marco lavorava dismette un suo ramo e licenzia tutti i dipendenti. «Un evento traumatico», dice lui, «che mi ha dato modo di fermarmi, riflettere e dare una nuova direzione alla mia vita». Così, ha iniziato a viaggiare e a mettere in cantiere esperienze sempre diverse: wwoofing, permacultura, bioedilizia, mondi nuovi, mondi alternativi. Fino a inventarsi i CycloLenti, per viaggiare non solo con la fantasia.

Tiphaine, invece, laureata in ingegneria meccanica a Tours, di sé dice: «Ho 25 anni e ancora tutti i denti. Ho dato le dimissioni in cambio di una vita nomade in sella alla mia bici. Sarà serio tutto ciò?». Loro sperano di sì. Dopotutto, «della routine lavoro-guadagno-consumo, perciò sono» giurano di esserne stanchi.

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Via, dunque, alla ricerca dei luoghi più autentici e genuini.

E per mantenersi, la soluzione è quella di puntare su lavori «strada facendo», aiutando contadini e allevatori che incontrano lungo il cammino.

A ciò si aggiungono le donazioni che, attraverso il blog da cui è possibile seguirli «in presa diretta», http://cyclolenti.weebly.com, chiedono a tutti coloro che credono nel loro progetto. Donazioni che per il 50% verranno devolute al Life Project 4 Youth, ONG che si occupa dell’integrazione dei giovani in condizioni di povertà e vittime dell’esclusione nel Sud Est asiatico.

Nata nelle Filippine nel settembre 2009, l’associazione si propone di attivare in prossimità delle baraccapoli degli incubatori di progetti imprenditoriali, ossia i Life Projects Center.

 

 

Già sette ne sono nati, tra le Filippine, l’Indonesia e il Vietnam, accogliendo 280 giovani con percorsi d’integrazione della durata di 9-18 mesi. «Più kilometri finanziate e più grande è il dono che potremo fare loro quando arriveremo nelle Filippine», spiegano i ragazzi che, al 18 novembre 2014 – data di inizio della campagna – hanno già percorso 1014 km, incassando finanziamenti per altri 1434 km (già finanziati), al costo di 50 centesimi per kilometro.

 

«Abbiamo iniziato una nuova vita, come se avessimo sbirciato al di là di un muretto, scoprendo l’esistenza di cose meravigliose. Perché il nostro unico desiderio, oggi, è guardare il mondo con la sola forza dei muscoli, del cibo creato con le nostre mani e di tutto il sostegno che vorrete donarci», concludono i ragazzi che il 1 marzo sono approdati a Putignano, nel cuore della Murgia pugliese.

 

Scritto da Silvia Pagliuca
Giornalista ventiseienne, nata a metà tra i grappoli toscani e le spighe lucane. Caparbia, curiosa e idealista, scrivo di lavoro, giovani e società per VanityFair, Corriere.it, Traveller (e anche un po' per me). Incuriosita dalla vita, appassionata dai cambiamenti, girerei il mondo per poi tornare (forse) sempre allo stesso punto. Per raccontare ed emozionare, ogni giorno, ancora un po’ di più.

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