Guardare toccando: le applicazioni della stampa 3D per i non vedenti, di @valentinatanni

Leonardo, Correggio, Velasquez, Goya, El Greco e Juan Van Der Hamen Y Leon: sei capolavori custoditi dal Prado di Madrid da oggi si possono toccare. Succede grazie al progetto Touching the Prado, in corso fino al 28 giugno 2015 nella capitale spagnola. Pensata per facilitare l’accesso all’arte visiva da parte del pubblico non vedente, la mostra è stata realizzata grazie al contributo tecnico e progettuale del team di Estudio Durero, che ha sviluppato una tecnologia specifica chiamata Didù. Grazie a questo nuovo processo è possibile trasformare direttamente le immagini in alta risoluzione in superfici tridimensionali utilizzando la stampa 3D. Ecco così che le copie dei quadri, riprodotte in versione “bassorilievo”, vengono messe a disposizione di chi non può utilizzare il senso della vista, ma è abituato, al contrario, ad esplorare il mondo attraverso il tatto.

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Non si tratta del primo esperimento di questo tipo, tuttavia. Già negli scorsi anni le potenzialità della stampa tridimensionale erano state impiegate in progetti simili. Pensiamo al Tactile Picture Books Project, iniziativa nata all’interno dell’Università di Boulder, in Colorado e tutta dedicata ai bambini: una serie di libri “tattili”. I libri in rilievo non sono naturalmente un’idea nuova, ma l’applicazione di questa tecnologia di stampa all’avanguardia permette ai genitori di realizzare la propria personale libreria con un costo e un impegno contenuto, senza accontentarsi dei (pochi) titoli già presenti sul mercato.

È dedicata ai più giovani anche l’iniziativa Touchable Yearbook, lanciata dall’azienda 3DTek in collaborazione con una scuola per non vedenti di Seoul. Durante il progetto pilota, condotto lo scorso anno in Corea, un gruppo di studenti ha ricevuto una copia tutta particolare del classico annuario: una serie di busti che riproducono fedelmente le fattezze dei compagni di classe. Delle fotografie tridimensionali, che possono essere riguardate con le mani ogni volta che si vuole, proprio come succede con gli album ricordo.

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E se anche altre fotografie, magari riferite a momenti o persone importanti del proprio passato, potessero essere trasformate in forme tridimensionali? Ci ha pensato il team della Pirate3D, la startup di Singapore autrice del progetto Touchable Memories. All’interno della campagna di lancio del proprio prodotto di punta, la stampante Buccaneer 3D, modello pensato per l’uso casalingo, il team propone di utilizzarlo per realizzare un personale archivio “fotografico” in versione tridimensionale.

Nel bel video di presentazione del progetto, la Pirate3D coinvolge Gabor, Mario, Meritxell, Yassine e Daniela: persone di diversa estrazione e provenienza geografica accomunate dalla difficile esperienza della perdita della vista, avvenuta alla nascita o in seguito a una malattia. Il video racconta le loro storie e mostra in modo molto efficace e toccante in che modo la stampa 3D possa aiutarli a rivivere emozioni passate o a condividere più a fondo quelle presenti.

 

 

www.museodelprado.es

www.tactilepicturebooks.org

www.pirate3d.com/touchablememories

 

 

Scritto da Valentina Tanni
Storica dell'arte e curatrice di mostre, si interessa principalmente del rapporto tra arte e nuove tecnologie, con particolare attenzione alle culture del web. Ha fondato e gestisce numerosi blog e riviste online.

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