GoldieBlox, l’innovativa linea di giocattoli che insegna alle bambine a progettare treni e aerei

Disrupt the pink aisle” è il motto di Debbie Sterling, trentenne laureata in ingegneria a Stanford e fondatrice dell’azienda GoldieBlox.

 

Ma cos’è questo “corridoio rosa” e perché c’è bisogno di dismetterlo? “Pink aisle” è il soprannome con cui viene chiamato in America il reparto dedicato alle bambine nei grandi magazzini e nei negozi di giocattoli: una lunga infilata di bambole, peluche e accessori per la cucina in miniatura; tutto, rigorosamente, tinto di rosa.

Decisa ad abbattere gli stereotipi di genere – o quantomeno provare a mescolare un po’ le carte in tavola – Debbie ha ideato una linea di giocattoli con un particolare obiettivo in mente: aumentare il numero delle bambine interessate a materie come l’ingegneria e la matematica.

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Ampliando così il numero delle donne che sceglieranno il settore formativo che negli States viene raggruppato sotto l’acronimo STEM: science, technology, engineering and mathemathics. Secondo Debbie, infatti, uno dei principali motivi per cui le facoltà di ingegneria sono dei “boys club” risiede nella scarsa attitudine delle bambine a sviluppare alcune abilità, come la percezione tridimensionale dei volumi nello spazio, la risoluzione di problemi tecnici, la fabbricazione di oggetti.

Questo perché, a differenza dei maschi, non vengono incitate a confrontarsi con giochi come le costruzioni, per esempio, spostando gran parte dell’attenzione “on beauty instead of brains”, cioè sulla bellezza e non sull’intelligenza.

Perché allora non immaginare una linea di giochi che possa stimolare lo sviluppo di nuove skill e accendere la scintilla dell’amore per la tecnologia e per la progettazione? Con questa idea in mente, la giovane imprenditrice statunitense ha fondato GoldieBlox, un progetto che in soli due anni si è trasformato da piccolo caso di successo nel campo del crowdfunding (la campagna di raccolta fondi ha raggiunto l’obiettivo di 150mila dollari in soli quattro giorni, per poi raddoppiarlo) ad azienda consolidata. I giocattoli marchiati GoldieBlox sono distribuiti ormai in centinaia di punti vendita in tutta l’America e gli utili sono in crescita.

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In una conferenza TED tenutasi nel 2013, la Sterling ha raccontato la genesi del progetto, rivelando la propria fonte di ispirazione: come spesso accade, tutto è nato da un’esperienza personale. “Mi sentivo sola durante l’Università. Ero sempre una delle pochissime ragazze della mia classe e non riuscivo a integrarmi”, racconta. “Anni più tardi, facendo delle ricerche, ho scoperto che, come la maggior parte delle ragazze, le mie capacità di percezione dello spazio erano poco sviluppate. La maggior parte dei bambini che ottengono ottimi risultati nei test di abilità spaziale sono quelli che sono cresciuti giocando con le costruzioni”.

Gli ingegneri oggi progettano tantissime cose differenti: dai ponti ai treni, dai siti web alle app per smartphone. Si tratta, sostanzialmente, di acquisire la “cassetta degli attrezzi mentale” giusta per capire come nascono gli oggetti, come funzionano, quali sono i meccanismi che li rendono più efficienti, più utili, più divertenti o semplicemente più belli. Non sappiamo se GoldieBlox riuscirà nell’intento di portare più donne a lavorare nel campo della progettazione, ma c’è da sperarlo, perché, come scriveva lo storico dell’arte Giulio Carlo Argan, “rifiutare di progettare significa accettare di essere progettati”.

Scritto da Valentina Tanni
Storica dell'arte e curatrice di mostre, si interessa principalmente del rapporto tra arte e nuove tecnologie, con particolare attenzione alle culture del web. Ha fondato e gestisce numerosi blog e riviste online.

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