Gianmaria, liutaio e violoncellista, ci ha aperto le porte del suo prezioso laboratorio, di @eleonorami9


Chi l’ha detto che in città non ci sono laboratori artigiani? A Trento, in un bel palazzo d’epoca, abbiamo trovato un pezzo della meglio gioventù: siamo andati ad incontrare Gianmaria, mastro liutaio e violoncellista, che ci ha aperto il suo prezioso laboratorio, profumato di legno e resine, pieno di musica e arte.

Legno, soltanto legno e tempo, molto. Dedizione, vesciche, calli e schegge. Attrezzi rubati a scultori e dentisti, orafi e pittori. Ci sono i profumi, c’è quello “alpino” dell’abete di risonanza, l’acero bruciato che ricorda il cioccolato, i balsami e le essenze delle vernici naturali, la pece.”

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Dal momento che per Gianmaria la ricerca nella realizzazione di uno strumento perfetto parte proprio dall’inizio, ama andare personalmente nel bosco a scegliere le tavole da lavorare, quelle con lo spirito giusto per diventare strumento, e poi da artista e artigiano qual è, ne tira fuori la voce, e lo lascia cantare.

Gianmaria nasce come musicista, inizia prestissimo a soli quattro anni a dimostrare interesse per la musica e tutto il mondo che ci gira attorno.

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Lo studio del violoncello lo mette in contatto con la produzione degli strumenti in legno, e piano piano il fascino di questo lavoro delicato e meticoloso, un po’ magico, per la capacità di trasformare il legno in musica, lo cattura e decide di avvicinarsi a questa nuova professione. È un lavoro che non può che essere imparato direttamente dai maestri liutai, e lui si iscrive a Milano, in un’università del mestiere, la scuola di liuteria, che insegna un lavoro antico che si tramanda da secoli. Sono 4 anni in tutto, un biennio di teoria, più un altro biennio di costruzione e restauro, e quel che hai in mano quando esci, è un lavoro vero.

 

Oggi Gianmaria ha deciso di aprire il suo spazio di lavoro agli appassionati di musica, ai musicisti in erba, a chi ne vuole sapere di più.

“… un processo creativo a metà tra artigianato ed arte, in una dimensione fondata sui decimi di millimetro che lascia comunque spazio all’istinto e coinvolge occhio e orecchio, mano e pensiero.”

Un giorno non è mai uguale a un altro in un laboratorio in attività. E nel suo laboratorio, basta mettersi in ascolto, con tutti i sensi, per rendersi conto del mondo complesso in cui si è entrati.

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Per incominciare, vista e olfatto si mettono al lavoro, alla ricerca di tutti i tipi di legno presenti nello studio di Gianmaria. Basta guardarsi intorno. Non appartengono solo agli strumenti in costruzione, alle sagome appese alle pareti, oppure ai modelli appoggiati accanto al bancone di lavoro, robusto e vissuto, fatto di legno anche lui.

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Vicino a lui, tre violini sono appesi accanto a una mazzetta candida e corposa di crini per archi. Una piccola parete attrezzata mantiene ordine tra le sgorbie. E ancora, sulle pareti, compassi, seghetti e altri strumenti di metallo mai visti prima. Ogni visita al suo spazio è un viaggio nuovo, di profumi, di colori, di suoni…

Scritto da Eleonora Odorizzi
Cresce nell'immaginario transculturale austroungarico, assorbendone il senso estetico, il piacere dell’osservazione e l'attitudine al dubbio. Applica il metodo progettuale assunto durante la formazione come architetto, alla creazione di connessioni, applicando i metodi e le dinamiche del service e relational design in ambito turistico e culturale, operando con istituzioni e soggetti privati.

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