Frega gli altri candidati! Ecco le skills su cui puntare per lavorare nel turismo. Di @silviapagliuca

Ferie terminate, o quasi, e chissà quanti avranno desiderato, anche solo per un momento, di poter trascorrere la propria vita professionale in vacanza. Aprire un b&b, gestire una locanda, reinventarsi chef di ristoranti vista mare. Perché no? Dopotutto, il turismo è uno dei comparti in maggior espansione, anche nel nostro Paese.

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Secondo quanto rilevato dall’indagine realizzata da ManpowerGroup per Expo Milano 2015, chiamata appunto “Work in Tourism – Future Jobs Trend in Tourism”, molte aziende del comparto avrebbero superato la crisi. Il 46% delle aziende italiane, su 700 intervistate, avrebbe dichiarato di essere cresciuta nel 2014 e di aver inserito, nel 68% dei casi, nuove risorse nell’organico.

Occhi aperti, dunque, sul futuro. Quali saranno le professioni più richieste?

Nel Bel Paese, a fare da padrone, è indubbiamente il comparto “produzione”, costituito da esperti di cucina, sala e accoglienza (54% delle nuove assunzioni previste), mentre il marketing e la comunicazione enogastronomica accoglieranno l’11% delle new entry.

 

Screen-Shot-2014-09-23-at-2.41.56-PMAll’estero, invece, la produzione conterà meno assunzioni rispetto all’Italia (34% vs 54%) e si concentrerà più sull’area commerciale, sottolineando ancora una volta la differenza culturale tra il nostro Paese, molto focalizzato sulla gestione tradizionale del business turistico, e il resto del mondo, più pronoto a presidiare nuove realtà, soprattutto nell’online.

Sia in Italia che all’estero il social media marketing e la cooperazione internazionale vengono percepite come due aree fondamentali per l’innovazione della filiera, seguite immediatamente dal Digital, manifestazione più allargata del mondo dei social media. In particolare, le figure ritenute più strategiche sono: Social Media Manager, Responsabile Comunicazione, Direttore Commerciale, Business Developer. All’estero, invece, si attribuisce particolare importanza alla globalizzazione dei flussi ricercando Foreign Relation Manager di massima professionalità.

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Per lavorare efficacemente nel mondo del turismo, le aziende ritengono fondamentali anche altre competenze, oltre a quelle tecniche, come: attitudine al team working, spirito innovativo, visione d’insieme e capacità di problem solving.

Venendo, infine, ai punti critici, in Italia risultano ancora troppo forti i gap linguistici e di marketing, tanto che, per colmare tali lacune, il 55% delle aziende italiane impegnate nel turismo investe in corsi di formazione dedicata, focalizzandosi e sulle competenze tecniche (in primis CRM e Big Data) e sulle soft skill (soprattutto problem solving). Ben diversa, ancora una volta, la situazione estera dove il 35% delle aziende rintraccia un sostanziale allineamento del mercato rispetto ai fabbisogni aziendali con un impegno in formazione notevolmente ridotto. Al di fuori dell’Italia, infatti, le uniche lacune percepite sarebbero sul fronte Sales&Communication e Go-to-Market.

Scritto da Silvia Pagliuca
Giornalista ventiseienne, nata a metà tra i grappoli toscani e le spighe lucane. Caparbia, curiosa e idealista, scrivo di lavoro, giovani e società per VanityFair, Corriere.it, Traveller (e anche un po' per me). Incuriosita dalla vita, appassionata dai cambiamenti, girerei il mondo per poi tornare (forse) sempre allo stesso punto. Per raccontare ed emozionare, ogni giorno, ancora un po’ di più.

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