Ecco chi cambierà il mondo nel prossimo futuro, scopri i migliori inventori under 18 in scena a Google Science Fair, di @Loremann

Inventare cose è uno dei lavori più entusiasmanti sulla faccia della Terra. E il bello è che per fare l’inventore non è richiesta alcuna preparazione particolare. Se hai talento, fai. Un principio che vale soprattutto se questo talento lo tiri fuori quando hai meno di 18 anni. Deve essere per questo che a guardare i volti dei venti finalisti di Google Science Fair 2015 vengono in mente le tipiche storie di startupper che vogliono cambiare il mondo.

 

L’evento organizzato dal gigante della tecnologia raccoglie i migliori studenti tra i 13 e i 18 anni sparsi in giro per il mondo. Chiunque può inviare il proprio progetto online, ma sono solo 20 i finalisti saliti sul palco di Google Science Fair, il 21 settembre, per raccontare le proprie idee e contendersi i premi in palio. Si va da una crociera alle Galápagos sulle orme di Darwin fino a diverse borse di studio che oscillano tra i 10.000 e i 50.000 dollari.

 

Sul sito della competizione spiccano i volti dei finalisti, ragazze e ragazzi che hanno lavorato molto per realizzare le proprie idee.

 

olivia hallisey

La vincitrice del primo premio, Olivia Hallisey

Olivia Hallisey ha 16 anni e viene dagli Stati Uniti. Ha ideato un test portatile per lo screening del virus Ebola, che l’ha portata a vincere il primo premio. È un progetto molto interessante – non solo perché mezzo mondo sta lottando contro la malattia – che vuole sostituire i metodi di screening attuali, definiti “complessi, costosi e legati a un corretto mantenimento della catena del freddo”. L’idea di Olivia è quella di utilizzare, invece, un test molto più semplice, economico, facile da distribuire ed efficace anche a temperatura ambiente.

 

 

Un’idea molto simile l’ha avuta anche Anurudh Ganesan, un ragazzo statunitense di 15 anni. Il suo Vaxxwagon consiste in un carrello refrigerato per il trasporto di vaccini in aree difficilmente raggiungibili da mezzi a motore. Vaxxwagon è così semplice che può essere trainato da una bici, da persone o da animali. Il progetto, in fase di brevetto, funziona grazie a un compressore per mantenere una temperatura interna tra i 2-8°C. Il tutto costa meno di 100 dollari.

 

E poi c’è Calvin Rieder, canadese di 18 anni, che ha realizzato un condensatore per estrarre acqua dall’aria circostante. Unendolo a un potabilizzatore alimentato a energia solare, il ragazzo ha messo insieme tutta la tecnologia necessaria per dare da bere acqua sicura a chi non ha accesso alle risorse idriche. L’idea di Calvin è quella di fondare una ONG per diffondere il proprio progetto. Forse un giorno riuscirà a costruire qualcosa di simile alla serra galleggiante Jellyfish Barge.

 

Hsu and Wang Google Science Fair

Yo e Jing-Tong, le due finaliste di Taiwan

Yo Hsu e Jing-Tong Wang, due ragazze taiwanesi di 14 e 13 anni, hanno proposto un dispositivo per identificare le adulterazioni delle bevande senza doverle aprire. Il tutto grazie al fatto che ciascun liquido ha delle “impronte sonore” caratteristiche che possono essere messe a confronto semplicemente percuotendo la bottiglia in cui è contenuto. L’idea di Yo e Jing-Tong è quella di riuscire a identificare se un vino è stato addizionato con alcol di qualità scadente.

 

bot2karot

Il robot giardiniere Bot2Karot di Eliott Sarrey

Tra i finalisti c’è anche Eliott Sarrey, ragazzo francese di 14 anni. Il suo sogno è quello di coltivare il suo orto da remoto – non avete idea di quanto sia piena di impegni la vita di un adolescente. Per farla breve, Eliott ha costruito Bot2Karot, un giardiniere robotico che può essere controllato via smartphone. E pensare che in giro per il mondo c’è tutto un fiorire di startup con la missione di rendere le coltivazioni digitali una realtà alla portata di tutti.

 

Il mondo è pieno di inventori che amano il proprio lavoro, solo che in questo caso i geni di domani passano gran parte del proprio tempo a scuola. Ecco perché sorprendersi per le idee realizzate dai partecipanti alla Google Science Fair è un po’ come guardare al futuro. Un futuro dove le nuove generazioni – ecco, non esattamente i trentenni – sanno esattamente quello che vogliono.

Credits: Google Science Fair
Scritto da Lorenzo Mannella
Science writer, fixer e comunicatore. Faccio troppe cose, e ne vedo ancora di più. Seguo i progetti Horizon 2020 in agricoltura sostenibile per l'Università di Modena e Reggio Emilia. Scrivo anche per DailyBest. Amo la fantascienza perché è molto reale.

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