Dimmi cosa sai fare e quanto vuoi guadagnare. Il lavoro del futuro si cerca con Skilled. Di @Trumphy

 

Tradurre un testo, realizzare un logo, revisionare un business plan, imbiancare casa o cercare un idraulico.

Sono tantissime le cose che sappiamo fare, e tantissime le persone che ne hanno bisogno.

 

Da quest’idea è nata Skilled, piattaforma che cerca di mettere in contatto domanda e offerta di lavoro.

Alessio Salzano, 27 anni- cofondatore di Skilled insieme a Alfonso Trignano, Andrea Galli e Diego Busacca- ci racconta la sua storia e perché crede che in Italia ci sia bisogno di un servizio come il suo.

Skilled

“É nato tutto un po’ per caso, in una calda giornata in spiaggia tra amici. Tra una chiacchiera e l’altra ci siamo ritrovati a parlare di lavoro e di quanto a volte sia difficile non solo trovarlo, ma anche cercare qualcuno con delle competenze specifiche. Il mondo del lavoro sta cambiando e prevediamo che da ora in poi non basterà più il curriculum nella sua forma classica, per intenderci quello strutturato su dove hai lavorato e dove hai studiato, ma si baserà tutto sul modello molto più anglosassone delle competenze.”

 

Pensi che l’Italia sia già pronta a questo cambiamento?

In Italia ancora questo non accade, ma se si cerca lavoro all’estero si ha bisogno di referenze sulle proprie competenze e questo modello presto arriverà anche da noi. Abbiamo deciso di portaci avanti, perché crediamo che il modo migliore per approfittare di questo cambio di paradigma sia quello di sviluppare uno strumento che permetta a chiunque abbia un’esigenza o una competenza di poter ricercare o offrire la propria abilità.

 

Come si traduce questo nella pratica?

Per esempio se ho bisogno di un copywriter per un singolo lavoro e non posso assumerlo per un lungo periodo, con Skilled posso trovare un professionista pronto a offrirmi le sue competenze. In questo momento infatti il focus è quello delle prestazione occasionali, il modello classico del libero professionista. In futuro pensiamo di espanderci anche al mercato dei rapporti di lavoro continuativi.

 

Di siti e piattaforme che aiutano a trovare lavoro ce ne sono tanti, perché Skilled è diverso?

L’idea di base è che quando  cerchi qualcosa su internet trovi di tutto, e nel trovare di tutto poi devi fare un secondo lavoro di affinamento della ricerca per vedere se quello che hai trovato soddisfa la tua esigenza. Noi abbiamo deciso di invertire il procedimento: devi essere tu a dire quello che sai fare e solo chi cerca quella competenza potrà contattarti.

Vogliamo arrivare ad una vera differenziazione del mercato e dei vari utenti.

 

preview_app

 

In che modo?

Il vero valore sono le valutazioni.

Se ho bisogno di un idraulico per esempio e non ne conosco nessuno, di solito chiedo consiglio ad un amico.

Con Skilled ogni volta che due persone lavorano insieme devono lasciare un feedback testuale e un punteggio, un po’ come funziona su Ebay.

In questo modo si tende a fidarsi di più di chi ha lavorato molto sulla piattaforma e risulta affidabile. Il contrario di quanto accade su LinkedIn, dove solo perché sono tuo amico posso confermare le tue competenze, magari senza sapere le tue reali capacità.

 

Quali sono stati gli ostacoli che avete incontrato fino ad adesso?

Le vere difficoltà sono due: trovare investitori e visibilità, cosa che spesso va di pari passo.

 

Ma Skilled, come guadagna?

Per adesso abbiamo tre linee di monetizzazione.

La prima è una commissione del 5% che chiediamo solo a chi guadagna, perché l’obiettivo è quello di non ostacolare mai chi crea un contenuto quindi in questo caso il datore di lavoro.

Il secondo livello riguarda una pubblicità interna: puoi per esempio richiedere di essere il primo della lista.

La terza via è un abbonamento fisso, per cui al posto di pagare ogni volta una percentuale, paghi un abbonamento.

 

skilled2

 

Fino ad adesso quindi vi siete autofinanziati?

Diciamo di si, abbiamo vinto 3 bandi per un totale di 37.000 euro che ci hanno permesso di andare aventi e pagare chi lavora con noi.

 

Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere una strada come questa?

Di osservare tutto ciò che ci circonda per individuare problemi o bisogni. É fondamentale per partire con il piede giusto ed evitare di impantanarsi con dei progetti che non suscitano interesse.

 

E se tornassi indietro, c’è qualcosa che cambieresti del tuo percorso?

Domanda da un milione di dollari! Probabilmente si, al contempo però mi piace pensare che ogni scelta fatta ha contribuito alla mia formazione (anche gli errori, sbagliando si impara!) ed allo sviluppo di Skilled e del team che porta avanti questo progetto, l’esperienza è la migliore palestra!

 

In cinque anni di crisi in Italia sono andati persi quasi un milione di posti di lavoro, il tasso di disoccupazione giovanile è salito al 42,6% e ha toccato il 51,9% nel Mezzogiorno, arrivando al 52,8% per le giovani donne del Sud.

Nessuno sa fare tutto, ma tutti sanno fare qualcosa e il crowdsourcing è la naturale risposta alle trasformazioni del mondo del lavoro: apre i suoi confini geografici e richiede la collaborazione delle più diverse figure professionali in rapporti di lavoro flessibili e stimolanti.

Scritto da Chiara Trombetta
Giornalista professionista e information designer. Una laurea in scienze e tecnologie della comunicazione prima e un master in giornalismo dopo. Appassionata e studiosa di nuovi media, tecnologia e comunicazione, ho collaborato con diverse testate online italiane. Mi occupo inoltre di realizzazione di video, infografiche per il web e per la stampa e architettura dell'informazione.