Design e architettura attraverso l’obiettivo di Mattia Aquila @The_PerfectJob

PhMattiaAquila-026Mattia Aquila è un giovane fotografo bresciano nato nel 1986 che si è specializzato nelle fotografie di design con un progetto in testa, una vision direbbero gli inglesi, un obiettivo a lungo termine costruito con determinazione e ambizione, ma anche con altrettanta umiltà.
Vincitore del concorso “International Property Adwards”, sia per l’Interior Design sia per l’Architettura, collabora oggi con AD Italia del gruppo Condé Nast, mentre continua il suo progetto di ricerca e miglioramento, anche attraverso i suoi committenti, persone esigenti e “maestri” dai quali non smette mai di imparare.

Parto con una prima domanda-provocazione, riprendendo un dialogo dal film di Sorrentino “This must be the place”: “Hai notato che qui nessuno lavora più, fanno tutti qualcosa di artistico…”. La fotografia è innanzitutto arte che rischiamo però di confondere con un hobby, un passatempo, piuttosto che con un vero e proprio lavoro. Invece scattare una bella fotografia comporta un duro lavoro…soprattutto quando si tratta di interni ed esterni, lavori e oggetti ricercati di design, vero?

Certamente l’aspetto artistico è intrinseco alla fotografia: si possono esprimere emozioni, stati d’animo e percezioni in modo immediato e comprensibile. Un modo come un altro per dire che chiunque abbia qualcosa da comunicare ed un mezzo per esprimersi è in grado di realizzare un’immagine artistica. Tuttavia credo che, oggigiorno, in ambito fotografico serva ben altro: è importante riuscire a riconoscere e individuare la professionalità in ambito fotografico, soprattutto in un mercato che viene sempre più sminuito, non tanto dai clienti, bensì dai “fotografi per una notte” che intraprendono questo percorso davvero come un passatempo, qualcosa a cui dedicarsi nel tempo libero.
La parola d’ordine impressa nella mente dei fotografi professionisti che ambiscono a vivere del loro lavoro, operando nei vari settori in cui si sono specializzati, è “PROGETTO”.
L’impegno, la dedizione, l’esperienza e le competenze tecniche sono semplicemente le fondamenta del percorso lavorativo per chiunque prenda seriamente questo mestiere.
Io opero nell’ambito del design, dell’arredamento e dell’architettura sia a livello pubblicitario, collaborando con importanti aziende e agenzie, sia dal punto di vista editoriale per testate nazionali.
Nel mio lavoro bisogna sempre rinnovarsi impiegando risorse e tempo non solo dal punto di vista fotografico, ma anche dal punto di vista commerciale.
Per quanto mi riguarda, ragionare come un’azienda si è rivelata una scelta vincente: dalla ricerca e selezione dei clienti da contattare fino al primo approccio; dalla comprensione delle esigenze del committente alle prime collaborazioni per costruire un rapporto continuativo; dalla gestione amministrativa alla soddisfazione e cura del cliente.
Tutto questo, insieme ad una spiccata creatività e curiosità, ha reso possibile per me affermarmi professionalmente nel settore fotografico, riuscendo così a vivere facendo ciò che più amo.
Detto ciò va da sé che quando ci si divide tra due o più lavori, non si ha materialmente il tempo necessario da dedicare a questa professione e la fotografia diventa quindi hobby. Subentra una sorta di selezione naturale: se riesci a distinguerti per merito e volontà vai avanti, altrimenti rimani bloccato o finisci col fallire, come del resto un po’ in tutti i lavori, da sempre.

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Ci puoi raccontare la tua storia, come nasce questa passione? Quando? La coltivi fin da bambino, oppure è stata un’illuminazione, o ancora un lento processo di consapevolezza?

Il mio interesse per la fotografia si è palesato sin da piccolo: già a 6 anni mi aggiravo per vicoli e cortili del mio quartiere scattando foto con la mia piccola polaroid.
Crescendo ho intrapreso un percorso di studi artistico, proprio per assecondare questa mia passione, culminato nella laurea in Fotografia.
Infine, gli anni di gavetta mi hanno permesso di individuare una strada ben precisa da intraprendere, così da dedicarmi ad un settore fotografico specifico.

Tu spazi dagli oggetti di design e dagli edifici delle archistar, fino alle piscine e i giardini di prestigio. Perché questo eclettismo? Ti aiuta, immagino, a trovare nuovi stimoli e a fare contaminazione tra ambiti diversi?

Amo la fotografia in tutte le sue sfaccettature e diramazioni, tuttavia i miei lavori fotografici sono tutti caratterizzati dal “design”: che siano prodotti, realizzazioni di interni o esterni, o ancora opere architettoniche, è proprio il design ciò che più mi appassiona e che contraddistingue il mio modo di fotografare e di realizzare un servizio fotografico. Da qui la scelta di dedicarmi a questo settore, che in realtà è molto ampio e prevede una continua ricerca e messa in discussione delle proprie capacità tecniche e creative.
In questo senso, non mi ritengo eclettico proprio perché i miei lavori, anche i più commerciali, sono tutti riconducibili a questo ambito e seguono sempre questo fil rouge di interesse.
Indubbiamente negli anni di formazione, prima di decidere il mio settore di specializzazione, ho sperimentato molto nei diversi ambiti fotografici, proprio per capire cosa mi appassionasse maggiormente, per affinare le capacità tecniche e l’esperienza nelle varie contingenze; tutt’ora i miei lavori fotografici sono in continuo divenire: mutano e migliorano, così come la mia persona, o almeno questo è l’obiettivo.

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Cosa ti ispira, quali sono i tuoi debiti formativi, i tuoi punti di riferimento, i tuoi “maestri”, e qual è il tuo percorso professionale nonché quello personale di ricerca? Hai un’idea precisa dei tuoi obiettivi o ti muovi con curiosità e a seconda degli stimoli che ricevi, senza particolari strategie?

Certamente a livello formativo l’aver lavorato, subito dopo la laurea, nell’editoria di interior design mi ha permesso non solo di individuare un percorso specifico a livello professionale, ma soprattutto di affinare la mia sensibilità fotografica acquisendo sempre più esperienza.
A livello professionale e personale, poi, ci sono da parte mia una continua ricerca e la voglia di migliorare guidate da obiettivi precisi, perseguiti anche tramite strategie di marketing, per la ricerca di clienti selezionati che possano rispecchiare il mio stile fotografico.
I miei punti di riferimento sono la passione e il rispetto per la mia professione, l’appoggio delle persone che amo e stimo, la dedizione alla ricerca e alla crescita: tutto quello che costruiamo con fatica va difeso a spada tratta, al contempo bisogna però avere l’umiltà e la capacità di apprendere dalle varie situazioni, dai clienti, dalle esperienze.
Posso infatti affermare senza dubbio che i miei maestri sono proprio i miei clienti.
Il rispetto e le collaborazioni che si instaurano, così come il volto soddisfatto del cliente, sono queste le cose che mi gratificano.
Collaborando poi con interior designer e designer di successo, architetti, imprenditori ed editori si ha spesso a che fare con personalità forti che pretendono il massimo, ma allo stesso tempo riconoscono i meriti e le difficoltà della mia professione.

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Hai progetti particolari per il futuro? Altri soggetti e temi che vorresti approfondire con la tua fotografia?

Tra i miei progetti c’è sicuramente il desiderio di allargare il mio bacino di clienti all’estero e accrescere sempre di più il livello qualitativo dei miei lavori fotografici.
Lo scorso anno sono stato negli Emirati Arabi per immortalare dei progetti unici ed è stata un’esperienza bellissima, le mie immagini hanno contribuito alla vittoria dell’importante concorso “International Property Adwards” ritraendo residenze e ambienti che si sono aggiudicati il primo premio sia per l’interior design che per l’architettura.
A fine 2015 ho avuto l’opportunità di fotografare alcuni lussuosi appartamenti nelle Trump Towers di Miami, in Florida, e anche quest’anno non stanno mancando delle bellissime soddisfazioni, prima fra tutte il mio esordio editoriale con il gruppo Condé Nast su AD Italia.
Ho l’ambizione di collaborare con i migliori professionisti del settore ascoltando e assorbendo il loro sapere, così da convogliarlo, insieme a tutto ciò che mi caratterizza, nelle mie immagini fotografiche.

Di Alberto Albertini

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Scritto da Guest
The Perfect Job collabora con autori che raccontano le storie di giovani artigiani, di chi riscopre i vecchi mestieri grazie alla tecnologia e di makers.

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