Dalla bellezza patinata a quella quotidiana. Sara Melotti, fotografa di donne reali @The_Perfectjob

Sara Melotti, “born and raised”, come dicono in America, in una piccola città del Nord Italia, ha danzato per la maggior parte della sua vita fino a scoprire un’altra arte: la fotografia. Dopo una carriera brillante nella fotografia di moda, stanca di promuovere un’idea distorta della bellezza femminile, ritrae ora le donne nella loro straordinaria quotidianità, in tutto il mondo.

L’abbiamo incontrata e ci siamo fatti raccontare la sua storia.

Quando è nata la tua passione per la fotografia? È nei tuoi geni, oppure è maturata nel tempo?
Mi sono sempre sentita attratta dalla fotografia, ma da ammiratrice dell’arte in sé e assolutamente non da fotografa. Non ho mai pensato di prendere in mano una macchina fotografica fino a quando mi è stata regalata una Canon 60D nel 2013. Dal primo click ho capito di aver trovato qualcosa di prezioso e sono riuscita a trasformare la mia nuova passione in una carriera a tempo pieno, nel giro di 6 mesi.

QFB-Cuba-432

Raccontaci il tuo percorso di fotografa, dalle riviste patinate al mondo femminile quotidiano…con quali intenti? Quando è maturata la “conversione” e perché?
Venendo dalla danza, la mia visione era già all’inizio molto femminile e romantica e il genere fotografico che la rappresentava al meglio era la Fashion Photography. Per i primi anni non avevo altro in testa, ero immersa completamente nelle dinamiche dell’industria e felice di poter creare immagini che rispecchiassero la mia visione.
Poi, lentamente, ho iniziato a disinnamorarmene. È stato un processo graduale. Ho iniziato a notare che quasi tutte le mie amiche,tutte bellissime ragazze, parlavano del loro aspetto in maniera completamente negativa, io stessa ne ero colpevole a volte a dire il vero, così un giorno ho capito che il tipo di lavoro che producevo era parte della causa del malessere delle mie amiche e di altre innumerevoli donne. Stavo contribuendo a creare standard irrealistici di bellezza e di conseguenza stavo rendendo il mondo un posto peggiore. Ho avuto una vera propria crisi di coscienza e ho capito che quello che volevo veramente era creare del lavoro che facesse felice la gente, che facesse sognare un po’. Cosi ho iniziato il mio progetto Quest for Beauty, per ridare un po’ di autostima a donne che ne hanno bisogno e per far capire al mondo che la vera bellezza si trova in ognuno di noi. Sto viaggiando in tutto il mondo, ho l’opportunità di conoscere donne di molte culture diverse, le esperienze che vivo in questi viaggi sono profonde e indimenticabili, sto provando emozioni che il glamour del mondo della moda non sarebbe mai stato in grado di darmi!

Cosa ti ha dato l’amore per la danza?
Amore è proprio la parola giusta! Penso che la danza sia stata il mio primo vero amore. Devo tantissimo alla danza. Non solo mi ha insegnato ad avere auto disciplina e una forte etica del lavoro, due fattori fondamentali per una freelancer, ma mi ha aiutato a sviluppare il mio occhio per la fotografia e, a livello spirituale, mi ha aiutata tantissimo a coltivare fiducia nel mio istinto. C’è qualcosa di magico nel perdersi nella musica, ti fa “connettere a te stessa”.
Cosa ti ha portato a New York? Cosa cercavi?
Mi ci sono voluti 7 anni per arrivare qui. Ho lasciato l’Italia appena finito il liceo e mi sono trasferita a Los Angeles per inseguire il mio sogno dI ballerina, dopo aver dovuto smettere di ballare ho avuto un paio d’anni di crisi: “perdendo” la danza ho perso la mia identità, un errore da cui ho imparato tantissimo. Ho vissuto in California, a Las Vegas, a Londra, sempre in cerca dell’identità che non avevo più. Sono finita a NYC inseguendo il mio nuovo sogno: diventare una fotografa di moda super affermata. Circa un anno e mezzo dopo il mio arrivo a New York, dopo aver capito che stavo contribuendo a creare standard di bellezza irrealistici come dicevo prima, quel sogno è sparito in una frazione di secondo. La vita funziona in modo ironico a volte: ho finalmente ritrovato la mia identità nel momento in cui ho capito che non avevo più idea di COSA volevo essere, ma sapevo esattamente CHI volevo essere.

QFB-NYC-Ashley
Cosa suggerisci ai tuoi coetanei? Può la tua storia essere un esempio e d’ispirazione per altri cambiamenti?
Tra le mille lezioni che sto imparando lungo il mio percorso creativo, penso che questa sia quella più utile: credete in voi stessi, fidatevi del vostro istinto e non ascoltate nessuno!

La voce che avete dentro di voi (chiamatelo istinto, intuito, higher self,etc.) sa  meglio di chiunque altro cosa è giusto per voi. Inseguite i vostri sogni fino alla fine del mondo, anche se sembrano stupidi e impossibili. Create le vostre regole e rigettate la negatività della gente, che non può vedere il sogno che voi vedete cosi chiaro e nitido, niente è impossibile! La cosa peggiore che ci può capitare nell’inseguire un sogno è fallire, ma ogni fallimento non è altro che un opportunità d’oro per imparare e diventare persone migliori. Sono sempre stata una sognatrice. I sogni sono la magia che fa andare avanti la vita, mai lasciarli andare se l’istinto dice di continuare sognare! La domanda che mi viene fatta più spesso è “come hai fatto a raggiungere risultati cosi in fretta?” e la mia risposta è sempre: l’ho fatto e basta! Quando si vuole veramente qualcosa lo si ottiene se solo ci si prova e sopratutto se ci si crede! Ovviamente non ci si può aspettare risultati in modo facile e indolore, ci vuole tanto duro lavoro, tanti sacrifici e tante “palle”, permettetemi il termine, per inseguire un sogno, ma se si ama quello che si fa ne vale assolutamente la pena. E, già che ci siamo, cerchiamo di non mettere i piedi in testa a nessuno nella nostra scalata.

Per scoprire di più sul progetto Quest for beauty visitate il sito e la pagina Facebook.

di Alberto Albertini

Linkedin

Scritto da Guest
The Perfect Job collabora con autori che raccontano le storie di giovani artigiani, di chi riscopre i vecchi mestieri grazie alla tecnologia e di makers.

Lascia Un Commento