Cosa puoi fare con le conchiglie che trovi sulla spiaggia? Massimo ci costruisce dei presepi, di @_fabs93

Passeggiare sulla spiaggia, ascoltare il rumore delle onde e raccogliere lungo il proprio percorso conchiglie. Prendersene con sé qualcuna, come ricordo di quel giorno, come una foto. Che siamo piccoli o grandi, qualche volta ci è capitato, e magari non ci abbiamo nemmeno pensato troppo al perché compivamo quell’azione.

Bene, c’è qualcuno che ha pensato di farlo diventare un secondo lavoro. Passeggiare, raccogliere, e portare a casa è diventata una passione. Ricercare forme diverse, piccole e grandi, “materiale marino e vegetazione tipica delle nostre spiagge, come Rosolina (Rovigo)”– aggiunge Massimo Ottoboni, operatore socio sanitario di professione, artigiano delle conchiglie nel tempo libero.

Siamo in Veneto, in un piccolo comune chiamato Lendinara. Wikipedia le affida l’appellativo di Atene nel Polesine per i tesori artistici, culturali, religiosi che racchiude in essa.

(1)

Compaesani, conosco personalmente l’ideatore da un paio d’anni, e osservo i suoi successi da lontano nella pagina e gruppo pubblico Facebook dal nome “Creazioni artistiche con le conchiglie”. Oggi mi racconta che attraverso il social ha avuto modo di farsi conoscere maggiormente al pubblico, inserire immagini riguardanti le sue opere, e promuovere la sua arte. Diventare realtà quello che prima rimaneva solo in una stanza. Per Massimo non basta respirare l’aria “buona” al mare, ma trovare le giuste conchiglie che ancora non risultano presenti nelle sue scatoline; catalogarle, lavarle e inserirle nella propria collezione.

Da tredici anni, quando costruì la prima bambolina ha capito come si poteva realizzare una forma umana con esse, e da lì non si è più fermato. Da oggetti più semplici a più complicati come gufi, centro tavola, bicchieri, porta candele, calamite  e alberelli. Ispirato dalle stagioni: creazioni floreali per la primavera, creazioni vinicole per l’autunno. Piacciono! – conclude. Ne è sorpreso e felice.

È un lavoro che lo impegna annualmente. Pazienza e dedizione.

(2)

Da qualche mese ha cominciato a partecipare ai mercatini nella provincia di Rovigo e di Padova, in cui espone i propri progetti. Nella sua casa egli si occupa autonomamente del compito di gestione, ideazione e progettazione.

Amante sin da piccolo della costruzione di presepi insieme al padre, nell’attuale periodo pre natalizio Massimo è più impegnato del solito. Quando ha cominciato a ideare presepi con le conchiglie trasportando il mare in inverno. Supportato costantemente nell’aspetto logistico da Pasquale Campesan, coordinatore dell’Associazione Amici del Presepe di Lendinara. Ogni anno, nel comune, è allestita la mostra “L’arte del Presepe” inaugurata la scorsa settimana, sabato 5 dicembre; rimarrà aperta fino al 14 febbraio 2016. Alla sua XIV edizione, la rassegna è presente sul territorio veneto dal 2002.

Riscuotendo sempre più successo e un notevole sviluppo, negli anni scorsi ha registrato fino a circa 50.000 visitatori provenienti da diverse località italiane. Si può ammirare la possibilità di imparare l’arte presepistica in tutte le sue varietà, con un allestimento di opere anche internazionali.

Sicuramente spiccano le creazioni di Massimo, da tradizione presenti ogni anno.

Quando lo incontrai per la prima volta, un paio di anni fa, e visitai la mostra, il suo presepe attirò subito la mia attenzione. Feci due chiacchiere con lui, e mi raccontò che ogni piccola capanna, animale, stella cometa che vedevo era composta da conchiglie e l’aspetto complicato era accoppiare le differenze tra di esse. Ero meravigliata. E il come l’aveva realizzato in ogni sua parte mi sorprendeva.

“Rimane sempre una soddisfazione” – commenta “Quest’anno lo stesso presepe è stato smantellato, e ricostruito da capo con nuovi personaggi, capanne, laghetti ed effetti luminosi.” Esposto all’ultimo piano, diventa protagonista di ben 54 m². È il più grande che egli abbia mai costruito, ma non l’unico presente all’esposizione. Anzi, se ne trovano di più piccoli, che allo stesso tempo riscoprono delicatamente lo spirito natalizio.

(3)

Non solo nel periodo estivo, come si poteva immaginare.

In un paesino del Polesine c’è qualcuno che con tanta pazienza unisce le conchiglie e crea forme uniche dopo il consueto lavoro. Massimo racconta di essere una delle poche persone a costruire oggetti con esse, e l’idea non gli dispiace. Perché tutto è frutto della sua creatività e originalità.

Forse è proprio vero che noi umani abbiamo bisogno di trovare altro che ci renda completi, appagati. Ad un certo punto, si uniscono i tasselli e si crea la forma concreta, inizialmente solo nella propria testa.

Come un giorno si raccoglie una piccola conchiglia sulla sabbia, e si inventa un lavoro. Chi l’avrebbe detto.

In fondo è quello che ha fatto Massimo, trovando il suo.

Fabia Timaco

fabiatimaco@gmail.com

twitter.com/_fabs93

instagram.com/fabia.timanco/

facebook.com/fabia.timaco

Scritto da Guest
The Perfect Job collabora con autori che raccontano le storie di giovani artigiani, di chi riscopre i vecchi mestieri grazie alla tecnologia e di makers.

Lascia Un Commento