Come riscoprire la magia che risiede in ognuno di noi, grazie a Chiara e al suo bisso. Di @eleonorami9

Qui si parla di sacerdotesse, animali fantastici e giuramenti del Leone.

Se non siete aperti a lasciare andare la vostra mente e credere che la magia faccia parte del mondo terreno, è meglio voltare pagina.

Perché la storia di Chiara, ultima maestra tessitrice del Bisso, è davvero quella di una sacerdotessa, una figura che si collega a quella semisacra e venerata della vestale romana.

bisso marino controluce. foto di Luigi Garavaglia

Qui non si parla di fuochi eternamente accesi, ma dello splendore di un filato che per alcuni è il famoso ed epico Vello d’oro dei miti greci.

In questo tratto del Mediterraneo, si fondono le storie dei marinai e dei tessitori, dei greci e dei fenici, della porpora e del bisso: per produrre questo filo, una specie di seta del mare, si parte da un filamento prodotto dalla Pinna Nobilis, un mollusco bivalve che vive, ormai protetto, nei fondali dei nostri mari, specialmente nella zona di Sant’Antioco in Sardegna e di Taranto in Puglia.

Le proprietà e la bellezza di questo filamento sono conosciute fin dall’antichità e da tempo immemore i tessuti più pregiati sono decorati o addirittura realizzati con questo filo prezioso, che come ci tramanda la tradizione, conserva anche la capacità di curare le ferite sanguinanti…

santantioco_museo-bisso

Si racconta che per diventare mastro di bisso, sia necessario prima sapere tessere la lana, il cotone, il lino, la canapa, l’agave e la palma, conoscere 124 sistemi di tintura e cura con le erbe o gli animali, pregare ogni mattina e sera nelle lingue antiche.

Oggi però solo una persona conosce ancora i segreti per la raccolta, la lavorazione, la filatura e la tessitura di questo materiale incredibile, che non si compra e non si vende, ma sta lì e viene prodotto con amore da Chiara Vigo non solo come memoria di tradizioni artigianali, ma come sempre vivo richiamo alla preziosità del lavoro di tutti gli artigiani, che ognuno nel suo campo mantiene vive le conoscenze del passato e le trasforma in quelle del presente, con lo sguardo verso il futuro.

Pinna nobilis

Quando Chiara si immerge nel mare, a maggio, nelle notti di luna piena, vestita di una tunica bianca, scendendo in apnea fino ai fondali, alla ricerca delle grandi conchiglie da cui strappa delicatamente i filamenti, le mette a bagno per giorni per togliere il sapore e il senso del sale, li lava con un’infusione di alghe marine, li lucida con il limone, li fila e infine li tesse con le dita, creando figure simboliche, per poi semplicemente raccontare tutto il processo e regalare fili della sua fatica e in fin dei conti attimi della sua vita, non è forse la rappresentazione più pura del lavoro di ogni artigiano?

Non vi resta che andarla a conoscere e a scoprire il museo del Bisso a Sant’Antioco, e rimanere incantati dalla semplicità e dalla profondità della sua persona e della sua arte.

 

Scritto da Eleonora Odorizzi
Cresce nell'immaginario transculturale austroungarico, assorbendone il senso estetico, il piacere dell’osservazione e l'attitudine al dubbio. Applica il metodo progettuale assunto durante la formazione come architetto, alla creazione di connessioni, applicando i metodi e le dinamiche del service e relational design in ambito turistico e culturale, operando con istituzioni e soggetti privati.

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