Coelux, l’invenzione italiana che riproduce la luce del sole

Portare il cielo in una stanza. Anche quando è priva di finestre e magari sotterranea. Nel prossimo futuro l’impresa sarà possibile grazie a un sistema chiamato Coelux, messo a punto da un team di ingegneri italiani.

Questo sistema avrà un grande impatto sullo sviluppo dell’architettura”, afferma convinto Paolo Di Trapani, fondatore e Ceo di Ceolux, “come l’invenzione dell’ascensore ha permesso la nascita dei grattacieli, allo stesso modo questa innovazione tecnologica potrà portare alla nascita degli ‘earthscrapers’, i grattacieli che si estendono in profondità”.

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Ma come funziona il sistema e come fa a essere così efficiente?

A giudicare dalle fotografie e dai video, infatti, l’illusione di trovarsi in presenza di una fonte naturale di luce è a dir poco impressionante. Si alza lo sguardo e si crede di vedere il sole splendere al centro del cielo azzurro, con tanto di ombre portate e variazioni cromatiche. Stando alla spiegazione del prof. Di Trapani, sembra che Coelux tragga la sua efficienza dall’imitazione della natura: la fonte di luce viene infatti filtrata attraverso uno strato di nano-particelle che imitano la composizione dell’atmosfera terrestre. In questo modo, la luce artificiale finisce per assomigliare, in tutto e per tutto all’effetto dei raggi solari.
Le possibili applicazioni di questo sistema sono innumerevoli: scuole, ospedali, palestre, uffici e persino parcheggi potrebbero, come per magia, smettere di somigliare ad antri deprimenti, avvolti dalle tenebre, o peggio rischiarati dalla snervante luce generata da enormi lampade a neon.

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Come ogni tecnologia nascente, anche Coelux dovrà lottare per la propria affermazione, anche e soprattutto attraverso l’abbattimento dei costi di installazione, che ad oggi ammontano a diverse decine di migliaia di euro. Ma le implicazioni non sono soltanto economiche e di business in questo caso perché il concetto di luce va a braccetto con quello della vita stessa. Le conseguenze dell’adozione massiva di un sistema del genere andrebbero perciò analizzate nei loro risvolti psicologici e sociologici. Si, perché – non dimentichiamolo – Coelux non porta la luce naturale dove non c’è, ma si limita a mettere in scena, con grande efficacia, un’illusione. Si tratta, in definitiva, di un meccanismo teatrale studiato per imbrogliare la nostra percezione. Sono ancora una volta le parole di chi l’ha inventato a venirci in aiuto in questa riflessione:

La scienza e la tecnologia, come l’arte, ci permettono di riprodurre la realtà mettendo in scena le leggi che crediamo facciano funzionare la natura. Come nel teatro, la performance non sostituisce la realtà, ma apre una finestra che ci permette di vedere il mondo reale come mai lo abbiamo visto prima”.

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Ed è proprio qui che entra in scena la deriva distopica, come nei migliori racconti di fantascienza. Cosa succederebbe se a un certo punto diventassimo incapaci di distinguere la natura dall’artificio? Come cambierebbe la vita sulla terra se nel futuro sistemi come questo ci portassero a trascorrere gran parte della nostra esistenza in ambienti chiusi e sotterranei? Ancora una volta, il progresso tecnologico si manifesta nella sua forma ambivalente di meraviglia e terrore. Quale delle due facce sarà prevalente, dipende solo dal fattore umano, dall’intelligenza e dalla sensibilità, due sistemi che non siamo (ancora) riusciti a riprodurre con la stessa efficacia…

Scritto da Valentina Tanni
Storica dell'arte e curatrice di mostre, si interessa principalmente del rapporto tra arte e nuove tecnologie, con particolare attenzione alle culture del web. Ha fondato e gestisce numerosi blog e riviste online.

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