Art Sweet Art, l’arte su misura direttamente a casa tua, di @ValentinaTanni

rancesco Ciavaglioli (al centro), insieme agli ideatori di Art Sweet Art, Laura Caruso e Saverio Verini.

Francesco Ciavaglioli (al centro), insieme agli ideatori di Art Sweet Art, Laura Caruso e Saverio Verini.


Raccontateci la genesi del progetto. Come è nata l’idea di Art Sweet Art?

Alla base c’è una piccola storia personale. Laura, che aveva da poco ristrutturato casa, era alla ricerca di un’opera da allestire nella propria abitazione. È così che è nata l’idea – quasi uno scherzo, inizialmente – di non acquistare un’opera già pronta, ma di affidarne la realizzazione “su misura” a un artista, ospitandolo a casa, facendolo entrare in contatto col vissuto di Laura e della sua famiglia, vedendo, infine, cosa sarebbe emerso da questo incontro. Così, di comune accordo, abbiamo deciso di sperimentare questa formula invitando l’artista Francesco Ciavaglioli che, per una settimana, ha vissuto insieme a Laura e alla sua famiglia, condividendo insieme a loro pasti e momenti di svago, raccogliendo infine gli elementi per la realizzazione dell’opera, come documentato nel sito Artsweetart.net. L’esperimento ha funzionato e così ci siamo detti che sarebbe stato bello provare a replicarlo ed estenderlo.

 

Come è andato questo primo esperimento?
Gli esiti sono stati ottimi: per l’artista, per la famiglia, per le persone che hanno partecipato all’inaugurazione. Abbiamo avvertito un forte senso di vicinanza tra tutti i soggetti chiamati in causa, e il fatto che fosse avvenuto attraverso l’arte contemporanea ci ha dato ancor più soddisfazione, a dimostrazione del fatto che quando si attivano percorsi di questo tipo – mediati e partecipati – anche i linguaggi apparentemente più difficili toccano la sensibilità e stimolano l’interesse delle persone.

 

Gli oggetti personali della famiglia Francini-Caruso, fonte di ispirazione per l’opera Vita quieta, realizzata da Francesco Ciavaglioli.

Gli oggetti personali della famiglia Francini-Caruso, fonte di ispirazione per l’opera Vita quieta, realizzata da Francesco Ciavaglioli.

 

Come avete selezionato gli artisti coinvolti?
Senz’altro abbiamo tenuto in considerazione diversità di tecniche e codici espressivi: ci piace l’idea che la rosa dei nostri artisti possa coprire tutti i linguaggi, dalla pittura alla fotografia, dall’installazione ambientale alla performance, di modo da poter venire incontro ai gusti e alle esigenze dei vari “committenti”. In secondo luogo, abbiamo individuato artisti che fossero interessati a questo tipo di percorso partecipato e trarne ispirazione per la realizzazione dell’opera.

 

In cosa si differenzia il vostro progetto dalle tante mostre “in appartamento” che sono state organizzate negli ultimi anni?
Il format di Art Sweet Art non prevede mostre. Si tratta di un singolo intervento che viene realizzato per un “committente” (famiglia, coppia, single…), che ne diventa il custode. L’opera viene allestita nell’ambiente domestico – di comune accordo tra artista e proprietario di casa – e non c’è un tempo di esposizione come per le mostre: l’opera rimane infatti del “committente”, che si impegna ad aprire le porte di casa – previo appuntamento – nel caso in cui altre persone fossero interessate a vederla. Diciamo che Art Sweet Art si differenzia dalle esposizioni in appartamento già in partenza, non essendo una mostra! A ispirarci sono stati percorsi ed esperienze diverse, per esempio la piattaforma Couchsurfing.com, basata sullo scambio, sull’ospitalità, sulla fiducia, sul desiderio di conoscere situazioni e contesti nuovi.

 

Come cambiano l’arte e la sua fruizione quando viene mutato così radicalmente il contesto? Quando si esce dal museo e dalla galleria per avvicinarsi alla vita quotidiana delle persone?
Il contatto diretto tra artista e “committente”, il lavoro che è realizzato su misura, il coinvolgimento nel processo creativo, l’uscita dal museo o dalla galleria – luoghi deputato per eccellenza – in luogo della familiarità dell’ambiente domestico: sono tutti elementi che contribuiscono a mutare il tipo di esperienza e di rapporto che siamo abituati ad avere con l’arte. Si perde in “istituzionalità”, ma non è assolutamente un male, anzi.

 

Pietro Francini osserva l’opera installata nell’ambiente domestico.

Pietro Francini osserva l’opera installata nell’ambiente domestico.

Le opere restano poi nelle case dove sono state realizzate a tempo indeterminato? Chi è il proprietario dell’opera?
Sì, le opere rimangono nella casa del “committente” (il padrone di casa), che ne diventa anche il proprietario.

 

Qual è il ruolo dei curatori all’interno di un progetto come questo?
Il nostro ruolo è quello di mediare ogni fase di questo processo: dai contatti tra artista e proprietario di casa fino all’allestimento dell’opera nello spazio domestico. Il nostro supporto riguarda anche la comunicazione degli interventi nel sito e sui social network, la raccolta della documentazione fotografica e video e, infine, la gestione di possibili impasse, dubbi o situazioni critiche che potrebbero venirsi a creare nel rapporto tra “committente” e artista. È importante che, in questo atto di fiducia reciproco, il proprietario di casa rispetti la poetica dell’artista, il quale – a sua volta – è invitato a concepire un’opera che tenga conto delle istanze del “committente”. E poi, ovviamente, c’è la scelta degli artisti che fanno parte della rosa.

 

Quali saranno i prossimi eventi?
Abbiamo in programma già alcune residenze, prevalentemente tra Toscana e Umbria, anche grazie a un accordo con alcuni Comuni della Valtiberina, che si impegnano nella promozione e nella diffusione del progetto per la realizzazione di un museo diffuso sul territorio. Poi, notizia di questi giorni, la nostra piattaforma è stata selezionata tra i 15 progetti finalisti del bando Culturabilty, che coinvolge anche la CasermArcheologica, per il progetto di recupero di una ex Caserma dismessa a Sansepolcro (Ar), che si vuol far diventare centro di promozione dell’Arte contemporanea.

 

www.artsweetart.net

 

Scritto da Valentina Tanni
Storica dell'arte e curatrice di mostre, si interessa principalmente del rapporto tra arte e nuove tecnologie, con particolare attenzione alle culture del web. Ha fondato e gestisce numerosi blog e riviste online.