Andrea Girolami ha affilato il coraggio e ha tagliato una grande idea per combattere la crisi. Questa la storia di “Lamami”, di @Idranaz81

Andrea Girolami_The Perfect JobOrmai c’è poco da fare, e in molti lo abbiamo capito. Il lavoro non viene da te, nessuno (almeno per il momento) è in grado di servirtelo con il caffè del mattino e i miracoli non esistono, almeno non nel complicato universo occupazionale in cui si muovono i trentenni e quarantenni di oggi. Ebbene: Andrea Girolami ci ha messo poco a rendersene conto e ci insegna che, a volte, il tempismo è un grande alleato del successo. La sua fortuna è stata quella di nascere in una famiglia che, dal 1885, produce coltelli nella capitale indiscussa della coltelleria italiana: Maniago, un paesino in provincia di Pordenone conosciuto per aver dato i natali alle spade usate in film “cult” come “Braveheart” e persino alle lame affilate di “Edward mani di forbice”.

La sua sfortuna è stata quella di vedersi crollare il mondo addosso quando nel 2009, a pochi anni dal passaggio generazionale, un cliente tedesco che per l’azienda di famiglia – la “Due Ancore” – rappresentava la base del fatturato annuo ha deciso, senza preavviso, di comprare i coltelli in Cina. Non ci voleva, soprattutto perché dal 2001, con la psicosi innescata dal virus della mucca pazza, la produzione di mannaie era già drasticamente diminuita (la sua azienda era passata da 40.000 a 5.000 pezzi prodotti all’anno).

 

Lamami_The perfect jobChe fare, quindi? Chiudere tutto o re-inventarsi? Andrea Girolami ha optato per la seconda scelta e ha fatto bene, perché il seme fertile (sì, fertile) della crisi economica e della concorrenza orientale ha dato nuovo ossigeno all’azienda con la nascita di un brand innovativo, giovane, fresco, originale, mai visto prima e attraente per il pubblico internazionale che apprezza il design e le nuove idee. Il marchio si chiama “Lamami” ( Lama + Amami ) e, in un interessante packaging di cartone a forma di libro – ecosostenibile e made in Italy al 100% – propone una combinazione di coltelli e accessori per il taglio di formaggi, pane e salame, mojito, grappa cioccolato, sigari, ma anche per il taglio del gambo di una rosa, con vaso di legno annesso, e per la toelettatura degli amici a quattro zampe.

 

Lamami mojito _stilll_The Perfect Job

 

“Nel pieno della crisi, ho pensato che fosse il caso di ‘vestire bene’ il prodotto che la mia azienda produceva da 130 anni – mi spiega Andrea – L’idea mi è venuta negli Stati Uniti, quando, durante una fiera in Texas, ho visto un importatore di food tagliare del gorgonzola con un coltello da parmigiano”. “La scena era inquietante: gli ho proposto di usare un coltello per formaggi teneri e ho scoperto che l’attrezzo era completamente sconosciuto a questa persona – continua – Mi era chiaro che da quelle parti mancasse sia il prodotto che la cultura del taglio: da qui l’idea di mettere i coltelli all’interno di una collana di libri, per trasmettere, appunto, la cultura del taglio e dello stile italiano”.

 

Lamami_The Perfect Job

 

Detto, fatto. In poco tempo, Andrea Girolami ha cambiato l’approccio produttivo: “Se prima realizzavamo tutte le lame nel nostro stabilimento, attualmente le facciamo produrre, assieme a tutti gli altri componenti, da subfornitori all’interno del distretto del coltello di Maniago – dice – Dal taglio della lama, al packaging tutto è realizzato nell’arco di quatto chilometri dalla nostra sede; il design, il controllo qualità e l’assemblaggio li facciamo in azienda”.

 

Il business model di Lamami funziona così bene che viene portato come esempio, e studiato, anche all’università Ca’ Foscari di Venezia. E i set di “Lamami”, dopo aver debuttato in importanti fiere internazionali, hanno portato la storia dell’azienda “Due Ancore” a Lafayette di Parigi e da Harrod’s, a Londra. Nel 2014 alcuni set sono stati esposti e venduti al MoMA store di New York e di Tokyo, consacrando definitivamente il brand.

 

Lamami - formaggio e vino_The perfect job

 

Dal lancio avvenuto tre anni fa, i prodotti di Andrea Girolami hanno raggiunto 25 paesi nel mondo e il marchio si sta progressivamente consolidando in Europa e negli Stati Uniti.

 

Ora ci aspettiamo di vederli in vendita nei top-stores del food e del design italiano, perché abbiamo bisogno di ripeterci e convincerci che l’inventiva e il coraggio possono tutto, anche in Italia, anche adesso.

Have a knife day

Scritto da Silvia Zanardi
Felicemente giornalista professionista freelance, mette la libertà di movimento al primo posto. A Venezia, ha fondato il blog storiedichi.com per raccontare storie di persone che fanno bene il proprio mestiere. Ogni momento è buono per prendere un aereo, ma ritiene che i viaggi migliori siano quelli che facciamo in "casa": nelle periferie delle nostre città e, soprattutto, dentro noi stessi.

Lascia Un Commento