Al lavoro perfetto si va in gondola, storie di 6 artigiani che ti faranno venir voglia di vivere a Venezia, di @Idranaz81

Venice-Salute-Accademia-Venezia è una delle città più amate e conosciute al mondo. Non è un posto facile in cui vivere: è umida, è cara, è scomoda per i traslochi, costringe i suoi abitanti a indossare gli stivali di gomma per sfidare l’acqua alta e non è certo nota come La Mecca per chi cerca lavoro.

Eppure, per molti, Venezia è la città in cui i talenti riescono a realizzarsi e a “saltare fuori” nella loro veste migliore. Sarà il silenzio, sarà l’assenza di macchine e la dolce presenza dell’acqua a fare di questa città la patria naturale dello spirito creativo, del raro, ma prezioso, potere di sentirsi un tutt’uno fra ciò che si è e ciò che si fa.

Sei artigiani dalle mani d’oro manifestano, con le loro creazioni, il loro amore per Venezia, la città in cui trovano la forza per portare avanti, ogni giorno, scelte di vita che risvegliano l’arte degli antichi mestieri.

Ecco un breve viaggio alla scoperta dei loro lavori “perfetti”.

Gabriele Gmeiner è una donna-calzolaio di origini austriache. In Campiello del Sol, realizza scarpe su misura per gli amanti del comfort e del lusso. I suoi clienti sono prevalentemente stranieri e vengono in visita a Venezia anche tre o quattro volte all’anno per misurare le scarpe e seguire tutti i processi della manifattura. Nella sua bottega non esiste niente di elettronico, perché, dalla suola alla tomaia, Gabriele lavora solo con le mani. Ad affiancarla sono dei giovani apprendisti, nella maggior parte dei casi in arrivo dall’estero.Gabriele-Gmeiner-

Piero Dri è il “Forcolaio Matto“. Per chi non lo sapesse, il forcolaio è l’artigiano del legno che costruisce le forcole, i veri e propri “motori” delle gondole, le sculture sinuose sulle quali i remi fanno pressione per muovere le imbarcazioni veneziane e farle girare. E, sì, Piero è anche un po’ “matto”, perché dopo aver preso una laurea in astronomia, ha deciso di lasciare lo studio delle stelle per dedicarsi alle più vicine e amate tradizioni veneziane. Nella sua bottega d’altri tempi in Ramo dell’Oca (Cannaregio, 4231), Piero è specializzato nella realizzazione di remi e forcole. Si può trascorrere qualche ora con lui e scoprire di più sul suo mestiere, grazie ai workshop e alle visite organizzate dalla start-up trentina Italian Stories. Per informazioni, clicca qui.
Piero Dri
Marisa Convento è conosciuta in tutto il centro storico come l'”impiraressa”. È lei, infatti, una delle poche artigiane a conoscere l’arte di infilare le perle, per la precisione le “conterie”, perline in vetro di Murano grandi quanto la punta di uno spillo. Il mestiere dell’impiraressa è tipicamente femminile e, fino alla prima metà del Novecento, ha impiegato molte giovani donne veneziane, che si radunavano per le calli a “impirare” le perle di Murano e trasformarle in decorazioni per abiti e accessori. Marisa Convento lavora in un piccolo laboratorio in Calle della Mandola e spesso organizza incontri e workshop per chi è interessato alla sua arte. Per informazioni, clicca qui.

Marisa Convento
Mauro Vianello è un artigiano del vetro e ha dovuto lottare molto per trovare il suo angolo di felicità e realizzazione a Santa Croce 2251. La sua passione per la lavorazione del vetro è sempre stata forte ma, nell’opinione comune, il mestiere di artigiano e di artista del vetro non è considerato particolarmente remunerativo. Eppure Mauro ce l’ha fatta: dopo aver lavorato diversi anni per le grandi vetrerie di Murano, è riuscito ad aprire la sua bottega a Venezia e oggi, a sei anni di distanza dall’inizio del sogno, il suo nome è conosciuto in tutto il mondo.

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Stefania Giannici è una giovane artigiana della carta. Nel sestiere di Santa Croce 2155/A, trascorre le sue giornate a piagare minuscoli pezzi di carta che si trasformano in orecchini, collane, decorazioni per la casa e souvenir. La passione di Stefania per gli origami risale all’infanzia e, da due anni, ha trovato concretezza nel marchio “Paper Owl“, vincitore, nel 2015, del primo premio per l’artigianato “Rolando Segalin”. Stefania, originaria di Verona, ha un passato nel mondo della comunicazione ma la vita ele sue imprevedibili occasioni l’hanno portata a realizzare il suo sogno di sempre a Venezia. Paper-Owl
Lauretta Vistosi è l’artigiana delle borse “strane” che saltano all’occhio camminando per Calle Lunga San Barnaba. “Strane” perché così le fa solo lei, decorandole in estate e in inverno con nastri colorati di canetè che si incrociano con le murrine della storica vetreria Vistosi di Murano. Le sue creazioni sono l’unione di due passioni: quella per l’artigianato e quella per il design. Non di rado, infatti, Lauretta allestisce le sue vetrine ispirandosi allo stile di artisti e designer famosi come Piet Mondrian o Ettore Sottsass.
Lauretta-Vistosi

Scritto da Silvia Zanardi
Felicemente giornalista professionista freelance, mette la libertà di movimento al primo posto. A Venezia, ha fondato il blog storiedichi.com per raccontare storie di persone che fanno bene il proprio mestiere. Ogni momento è buono per prendere un aereo, ma ritiene che i viaggi migliori siano quelli che facciamo in "casa": nelle periferie delle nostre città e, soprattutto, dentro noi stessi.

There is one comment

  1. anita cerpelloni

    Buon giorno,
    sono Anita, per molti anni ho praticato la professione dell’architetto, ma ho continuato a coltivare anche la mia passione per il disegno e l’acquerello, per anni avevo un sogno nel cassetto. Dopo il 2008 purtroppo e per fortuna, nello stesso tempo, ho avuto più tempo per proseguire e approfondire tecniche pittoriche e di incisione, sia tradizionali che sperimentali, fino a quando sono riuscita allestire un luogo, che è diventato in questo ultimo anno 2015, il mio “laboratorio creativo” dove penso, disegno, dipingo e stampo “progetti in carta” su carte speciali, fatte a mano, o “composte” con foglie raccolte da me. Inoltre raccolgo in taccuini di viaggio, sia reali che di fantasia, tutto ciò che lascia una “traccia” dentro di me.
    Lavoro in Salizada Malipiero, tra un indorador e un tappezziere, a progettare e costruire “architetture di carta”. grazie per l’attenzione
    anita

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