Abbiamo incontrato Davide Siddi, a 27 anni tra i migliori acquerellisti del mondo

La storia di Davide è quella di una passione. Retrò, senza dubbio. E per questo ancora più coraggiosa. Sì, perché, Davide Siddi di professione fa il pittore. Per l’esattezza, la prestigiosa rivista l’Arte de l’Aquarelle, lo annovera tra i primi 300 acquerellisti al mondo.

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Lui ha 27 anni e un passato di studi classici interrotti dopo appena un paio di esami universitari in Storia medioevale. «Il mio futuro era un altro. L’ho sempre saputo e la mia prima mostra ha fugato ogni dubbio» – spiega.

Così, esponendo le sue creazioni in un evento organizzato a Cagliari, città in cui è nato e lavora, Davide riesce a vendere quasi tutte le sue opere. «Ho capito che quello poteva essere davvero il mio futuro con i primi incassi “d’arte”» – continua.

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Inizia a studiare da autodidatta, i suoi genitori sono increduli, gli amici scettici, ma per Davide tutto ciò non conta. Fotografa, dipinge, vende e viaggia. Solca i cieli d’Europa: passa da Vienna a Venezia, da Roma a Parigi, frequenta i musei e gli studi d’arte più importanti al mondo. Vuole conoscere e comprendere come poter vivere della sua sola passione. «In Sardegna non esistono Accademie, ce n’è solo una a Sassari ma non tratta l’arte figurativa dell’800 che è quella che invece io prendo a modello» – racconta. La svolta arriva con l’insegnamento: inizia a tenere i primi corsi, per lo più privati, per tutti coloro che sono appassionati d’arte e decidono di dedicare qualche ora di dopo lavoro a tele e pennelli. Poi, con un amico e collega, studioso di pittura a olio, fonda una vera e propria scuola: «Eravamo solo noi due all’inizio, oggi la scuola conta dodici professori, tutti professionisti nella materia trattata, dalla fotografia digitale al disegno renderizzato, e abbiamo ben 150 iscritti, per lo più giovani, ragazzi che come me inseguono il sogno della pittura».

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Per realizzare le sue opera, Davide impiega mediamente dalle 80 alle 100 ore. Il percorso creativo, infatti, si compone non solo di pittura, ma di scatti, studi, viaggi, schizzi e il costo varia a seconda della dimensione del quadro, solitamente aggirandosi dalle 600 alle 4000 euro. «Oggi, quando realizzo pezzi su commissione, posso permettermi di ascoltare l’idea del cliente e di proporre io la tecnica. Così posso sperimentare, concedermi ricerche e produzioni che altrimenti non riuscirei ad approfondire» – continua Davide, che si rammarica per un “Sistema Italia” non ancora pronto a valorizzare gli artisti in erba. «In Francia lo status professionale di pittore è riconosciuto e tutelato da un apposito sindacato a cui si accede solo dopo rigide selezioni. Da noi invece tutto ciò non esiste. Siamo come bloccati davanti all’arte, forse siamo poco portati a credere che questo sia un lavoro vero o siamo ancora talmente tanto assuefatti dalla bellezza dell’arte classica da non stimolare nessuna nuova creazione». In più, secondo Davide, l’operazione di “selezione” di competenze di tipo istituzionale risente di una mancanza di coraggio e al tempo stesso di preparazione: «Mentre in Francia molte opere vengono acquistate dallo Stato e le mostre nei circuiti istituzionali sono aperte anche ai nuovi artisti, in Italia lasciamo che a esporre siano nomi famosi, professionisti già affermati, spesso grandi provocatori o pittori stranieri, senza considerare quanti di noi restano fermi ai blocchi di partenza, trepidanti nella speranza di poter uscire dai loro piccoli studi per lasciarsi scoprire dal grande pubblico».

Scritto da Silvia Pagliuca
Giornalista ventiseienne, nata a metà tra i grappoli toscani e le spighe lucane. Caparbia, curiosa e idealista, scrivo di lavoro, giovani e società per VanityFair, Corriere.it, Traveller (e anche un po' per me). Incuriosita dalla vita, appassionata dai cambiamenti, girerei il mondo per poi tornare (forse) sempre allo stesso punto. Per raccontare ed emozionare, ogni giorno, ancora un po’ di più.

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