5 idee per non essere stressati dalla vita alla scrivania, di @silviapagliuca

Le aziende pare ce la stiano mettendo tutta, ma proprio tutta, per rendere la vita da scrivania meno stressante e monotona. Come? Andiamo con ordine. La prima novità arriva, immancabilmente, dagli USA: è lì infatti che sempre più uffici diventano pet friendly ammettendo al loro interno la presenza di animali. Cani, gatti, serpenti, pappagalli, pesci, finanche maiali e struzzi per rendere i dipendenti più solari, attivi ed efficienti.

img_6618-1Ad aver abbracciato con entusiasmo la nuova tendenza sono in tanti, soprattutto le startup, innovative e all’avanguardia anche in fatto di socializzazione tra impiegati che sarebbe, appunto, facilitata dalla presenza di animali. Tra i casi più significativi, ricordiamo: a Saratoga Springs, NY, l’agenzia di marketing dove si lavora fianco a fianco a un maiale da circa 35 chili, il giornale Foreign Policy di Washington con farfalle monarche svolazzanti e l’Human Society Legislative Fund a Washington DC dove sonnecchiano tranquilli furetti.

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Ma, non solo: per rendere l’ufficio adatto a ogni necessità, sono tante le soluzioni pensate anche per gli amanti del fitness, dallo skatebord da scrivania che permette di allenare cosce e polpacci stando seduti alla conference bike, meglio conosciuta come CoBi, ovvero una bicicletta circolare per sette persone, ideata dall’artista americano, Eric Staller, sulla quale si lavora, pedalando. Un brain storming a impatto zero, dunque, che attualmente è utilizzato in più di 16 Paesi al mondo, da Berlino a Mosca, da San Diego a Budapest.

conferencebike-6A Parigi, invece, sono gli uffici di Ponts and Huot a lasciare a bocca aperta, con postazioni ricoperte da bolle di sapone, ovviamente personali, dentro le quali i dipendenti lasciano svolazzare le loro idee, mentre a Tokyo, per favorire la concentrazione in azienda, ritrovare la pace interiore e stimolare la forza lavoro, impazzano i giardini zen.

Office-Pont-Huot-03Anche se, immancabile vincitore della competizione “strange office” è inevitabilmente sempre lui: Google, dove si alternano scivoli-collega-piani, vasche-panchine, tavoli da biliardo e stanze a tema.

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Scritto da Silvia Pagliuca
Giornalista ventiseienne, nata a metà tra i grappoli toscani e le spighe lucane. Caparbia, curiosa e idealista, scrivo di lavoro, giovani e società per VanityFair, Corriere.it, Traveller (e anche un po' per me). Incuriosita dalla vita, appassionata dai cambiamenti, girerei il mondo per poi tornare (forse) sempre allo stesso punto. Per raccontare ed emozionare, ogni giorno, ancora un po’ di più.

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